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la truffa dello “smishing” 

Truffa online, campani liberati rimane in carcere il 39enne

Truffa online, campani liberati rimane in carcere il 39enne

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reggio emilia. I due conviventi napoletani che vedono la misura cautelare ridimensionata all’obbligo di dimora a Bagnolo dove vivono – l’operaio 43enne era in carcere e l’inserviente 45enne agli arresti domiciliari – mentre il pakistano 39enne (tutelato dall’avvocatessa Giulia Quadri) rimane in cella a Modena.

È quanto ha deciso, ieri mattina in tribunale, il gip Dario De Luca al termine della convalida degli arresti relativi alla vicenda del professionista reggiano caduto nella truffa online dello smishing (messaggi e telefonate sul cellulare da parte di hacker che si fingono della banca per ottenere i dati del malcapitato), si è trovato il conto corrente svuotato di 40mila euro.

L’avvocato Mattia Fontanesi difende i due compagni: «Hanno risposto alle domande – si limita a dire il legale – dando la loro versione dei fatti. Sono incensurati. Hanno un ruolo marginale nella vicenda». Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il terzo finito nei guai, cioè il pakistano di 39 anni. Per tutti l’accusa è ricettazione e riciclaggio dei proventi di una truffa informatica.

A lanciare l’allarme è stato un professionista che mercoledì è stato contattato da colui che si è spacciato per un addetto della sua banca con il pretesto di due bonifici sospetti (uno da 10mila euro e l’altro da 30mila euro) in uscita: il correntista è stato invitato a comunicare un codice ricevuto via sms e quello generato dalle funzioni Otp, necessarie – a detta dell’interlocutore – per bloccare l’operazione. Il malcapitato ha eseguito. In tarda serata, insospettito, ha contattato la banca scoprendo che i bonifici risultavano eseguiti e il secondo perfino irrevocabile. Così l’indomani, dopo aver constatato il sostanzioso ammanco, ha denunciato il fatto. I primi accertamenti hanno consentito di individuare il beneficiario dei bonifici: una 45enne. Grazie alla collaborazione di Poste Italiane si è appurato che in quel momento la donna si trovava nell’ufficio di Massenzatico: aveva già versato, su 4 carte ricaricabili, circa 20mila euro “spacchettati” in somme da 5mila euro. Nella filiale sono piombati la polizia postale e i colleghi della questura. La 45enne è stata trovata in possesso di 4.600 euro in contanti e circa 6mila euro sul conto corrente. Bloccati all’esterno i due uomini che la attendevano. —

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