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l’assessore all’agricoltura 

Mammi contro il “Nutriscore” «Un danno anche ai consumatori»

G.G.
Mammi contro il “Nutriscore” «Un danno anche ai consumatori»

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REGGIO EMILIA. Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura e agroalimentare, è stato tra i primi a schierarsi contro la proposta del Nutriscore, definendolo un sistema che disinforma i consumatori e colpisce il cibo Made in Italy.

Assessore Mammi, cos’è che la preoccupa del Nutriscore? Sarebbe davvero un danno per i nostri prodotti nazionali?

«A mio parere sarebbe innanzitutto dannoso per i consumatori, perché li esporrebbe a un’informazione sul cibo poco chiara e fuorviante. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo periodo storico – come ci ha insegnato la pandemia – è generare confusione su sicurezza sanitaria e alimentare. Con il Nutrinform c’è la volontà di informare davvero su cosa si sta acquistando; nel Nutriscore invece è implicito un messaggio semplicistico che condiziona i consumi in modo fuorviante e non consente ai consumatori di conoscere quanti zuccheri, grassi o proteine sono contenuti in un determinato alimento. Le pare sensato? I colori dei semafori di norma servono a regolare il traffico stradale non a dare informazioni alimentari».

C’è chi intravede in questa proposta un “regalo” alle multinazionali europee del cibo. Lei cosa ne pensa?

«Sicuramente si tratterebbe di una soluzione che danneggia il cibo di qualità, controllato e sicuro del Made in Italy. L’Italia ha circa 300 prodotti tra Dop e Igp, di cui 44 sono in Emilia- Romagna. La nostra filiera agroalimentare è in un segmento “alto” di mercato: pensi che in Emilia-Romagna esportiamo quasi 7 miliardi di prodotti agroalimentari ogni anno in tutto il mondo. Se dovessero bocciare attraverso un’etichetta la salubrità del Parmigiano Reggiano, del Prosciutto di Parma, dei nostri vini e salumi, sarebbe un danno enorme per le nostre imprese».

Certo, ma per i consumatori è importante mangiare sano, evitando i cibi troppo ricchi di grasso, zuccheri e colesterolo…

«È così. Infatti la proposta italiana di introdurre l’etichetta Nutrinform Battery mi trova d’accordo. È essenziale informare i cittadini e promuovere l’educazione alimentare fin dalle scuole, come del resto stiamo facendo anche noi con progetti rivolti alla salubrità alimentare e al biologico. Ma alla base di una sana alimentazione ci sono l’introduzione di una dieta varia e un corretto stile di vita, la presenza bilanciata di tutti gli apporti nutritivi e la non sedentarietà. La dieta mediterranea è considerata tra le più equilibrate al mondo: bisogna introdurre un’alimentazione basata sulle giuste quantità e capace di tenere a bada l’obesità e l’insorgere di malattie croniche».

Quali saranno i prossimi passi per difendere il cibo Made in Italy?

«L’Italia deve presentarsi unita in questa sfida, non esistono casacche politiche o distinguo: dobbiamo portare a Bruxelles le nostre ragioni, assieme al Governo e agli europarlamentari italiani, ai medici e alla comunità scientifica, contro una decisione che risulterebbe fortemente penalizzante. Il Covid ci ha insegnato quanto siano prioritari la salute e il cibo per noi e per le nostre famiglie; dobbiamo promuovere un’informazione chiara e trasparente sui cibi che mettiamo in tavola ogni giorno. E difendere i prodotti italiani». —

G.G.

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