Rovesti querelato dalla sindaca «Solo considerazioni politiche»
correggio. «Sono molto tranquillo. Ho espresso una considerazione politica sull’operato della sindaca e della giunta senza alcuna offesa. Attenderò le decisioni della magistratura». Riccardo Rovesti, capogruppo leghista di “Coreggio siamo noi”, alla fine – è trascorso un anno – ha ricevuto la notifica della querela, annunciata dalla sindaca Ilenia Malavasi il 24 marzo dell’anno scorso. Querela per alcune dichiarazioni fatte sul presunto ritardo con il quale la giunta Malavasi avrebbe riferito ai gruppi sulla sentenza di primo grado della Corte dei Conti relativa alla brutta vicenda En.Cor. «Credo – prosegue Rovesti – che la frase incriminata sia quella relativa alla “mancanza di trasparenza” con la quale, secondo noi, la giunta ha trattato la vicenda. Ho dato comunque mandato al mio avvocato di seguire la cosa», conclude il consigliere della Lega. Cosa accadde un anno fa? Rovesti, assieme agli altri consiglieri di “Correggio siamo noi” Gianluca Nicolini, Simone Mora e Monica Santini, chiesero pubblicamente per quale motivo la giunta non avesse informato immediatamente cittadini e consiglio comunale della sentenza depositata il 12 febbraio dalla Corte dei Conti, tenendo all’oscuro – secondo il gruppo di opposizione – il consiglio comunale di una notizia che, invece, avrebbe portato chiarezza sull’affare En.Cor.
Ritardi spiegati il giorno dopo, in occasione dell’annuncio della querela, dalla sindaca Ilenia Malavasi: «Abbiamo ricevuto la sentenza della Corte dei Corti – disse all’epoca la sindaca correggese – solo pochi giorni fa e ieri (appunto il 24 marzo dell’anno scorso, ndr) la giunta ne ha preso atto».
Una presa di posizione dura, nella quale la sindaca ha poi annunciato la volontà di andare per vie legali: «Ancora una volta si utilizza la vinceda En.Cor come possibile cassa di risonanza, con affermazioni non corrette e in malafede, in merito alle quali non mancherò di fare denuncia per diffamazione nei confronti del capogruppo Rovesti». E così Malavasi ha fatto, con gli effetti che si sono visti dopo un anno.
La Corte dei Conti nella sentenza En.Cor, poi appellata, ha condannato l’ex sindaco Marzio Iotti e l’ex direttore generale del Comune Luciano Pellegrini per danno erariale nei confronti della pubblica amministrazione per 6,8 milioni di euro, e in via sussidiaria gli assessori dell’epoca. Una sentenza che suscitò aspre polemiche. —
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