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Spaccia cocaina, imprenditore arrestato

Enrico Lorenzo Tidona
Spaccia cocaina, imprenditore arrestato

Un 39enne trovato in possesso di 30mila euro in contanti e 20 grammi di droga, oltre al materiale per confezionarla

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CAMPEGINE. L’attività di monitoraggio sugli assuntori di sostanze stupefacenti che, a Reggio Emilia, stanno svolgendo i carabinieri della Compagnia e del Nucleo operativo di Castelnovo Monti ha portato i militari in Val d’Enza per controllare il business di un imprenditore 39enne di Campegine. L’uomo, Giulio De Simone, è stato controllato nel pomeriggio di martedì ed è stato trovato in possesso di oltre 10mila euro custoditi nel marsupio. Soldi dei quali gli è stata chiesta la provenienza, senza che l’imprenditore sapesse spiegarne l’origine. La successiva perquisizione avvenuta a casa, nella sua auto e sul posto di lavoro ha consentito ai militari di trovare altri 20mila euro, una ventina di grammi di cocaina in parte suddivisi in dosi, materiale per il confezionamento, un bilancino di precisione e appunti contabili relativi all’attività di spaccio, con tanto di importi associati a nomi.

Per questi motivi, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, i carabinieri lo hanno arrestato. L’uomo, di origini napoletane ma residente a Campegine, è comparso ieri mattina davanti al giudice Giovanni Ghini, che ha convalidato l’arresto, accogliendo però la richiesta del difensore, Mattia Fontanesi. L’indagato è infatti tornato in libertà, obbligato alla presentazione alla polizia giudiziaria una volta al giorno, come richiesta dal suo legale, mentre la procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.

L’operazione antidroga è avvenuta dopo le 14 di martedì, quando l’uomo è stato fermato in via Vittorio Veneto a Campegine, nei pressi della sua abitazione. Poco prima i carabinieri lo avevo visto prelevare un involucro da sotto il sedile dell’auto, pacchetto che riponeva nel marsupio. In quell’involucro c’erano i 10mila euro poi sequestrati, e dei quali l’uomo avrebbe offerto una spiegazione una volta sentito dal giudice, con il quale si è però avvalso della facoltà di non rispondere per quanto riguarda il resto della vicenda e le relative imputazioni.

Durante la perquisizione domiciliare i militari hanno scoperto, in un contenitore in plastica riposto nel frigorifero, 5 dosi di cocaina del peso di 3 grammi circa. In un cassetto della cucina, sotto il contenitore delle posate, è stata trovata una busta con un migliaio di euro e appunti con nomi e cifre, mentre nel mobile sotto il lavandino è stata sequestrata una busta di plastica con ritagli circolari di cellophane utilizzati per confezionare le dosi. Nell’auto i carabinieri hanno trovato le chiavi di un magazzino sul posto di lavoro del 39enne, dove i militari si sono recati trovando, questa volta su indicazione dell’uomo, un “sasso” di cocaina del peso di 16 grammi, un bilancino di precisione e oltre 20mila euro in contanti, nel sottofondo di un mobile. Abbastanza per far scattare l’arresto, commutato ora nella misura più lieve delle firma dai carabinieri. —

Enrico Lorenzo Tidona

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