«Stop ai licenziamenti fino al 31 ottobre»
Landini, leader Cgil, chiede di prorogare il termine del 30 giugno. Intanto continuano in tutta Italia le proteste per riaprire
Roma. Il mondo delle partite Iva ancora in piazza per poter riaprire le loro attività, il sindacato chiede di tutelare i lavoratori dipendenti prorogando il blocco dei licenziamenti.
STOP FINO AL 31 ottobre
«Noi chiediamo che ci sia un intervento sulle questioni blocco dei licenziamenti, ammortizzatori sociali e tutele del lavoro in senso generale - ha detto il segretario della Cgil Maurizio Landini, durante l’audizione nelle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato nell’ambito dell’esame del decreto sostegni - pensiamo che sul blocco dei licenziamenti sia necessario avere una data unica e portare dal 30 giugno al 31 ottobre lo stop per tutti. Contemporaneamente - ha aggiunto - è aperto il confronto con il ministero del lavoro sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Avere questo periodo che evita di aprire nel nostro Paese la strada ai licenziamenti credo sia un tema importante e noi ci permettiamo di affrontarlo». In vista della fine del blocco dei licenziamenti, ha rimarcato Landini - servono misure che andrebbero messe in campo: «Azzerare i contatori della Cig ordinaria ma anche di quella straordinaria, incentivare l’uso dei contratti di solidarietà in alternativa ai licenziamenti, allargare la rete e la durata di Rem, Naspi e Discoll per evitare una situazione più pesante».
NEGOZIANTI E RISTORATORI
Intanto continuano le proteste di commercianti, ristoratori e ambulanti in tutta Italia. Dopo gli scontri di martedì davanti Montecitorio, le manifestazioni di ieri sono state pacifiche e “simboliche” per manifestare contro le regole anti Coronavirus che hanno penalizzato soprattutto il commercio. Per il secondo giorno consecutivo, circa 500 negozi in tutti i quartieri di Napoli, ma anche in altre province campane, sono rimasti aperti, senza effettuare vendita diretta. Mattinata di protesta anche nei mercati torinesi, mentre a Genova i locali di piazza delle Erbe hanno terranno saracinesche alzate e luci accese. Negozi aperti anche a Brindisi: saracinesche alzate ma senza far entrare i clienti, e in bella mostra i cartelli con la scritta “Ioapro” preceduta dall’hashtag.
«FATECI RIAPRIRE»
«Sono qui non per chiedere soldi, ma per poter riaprire. Se ci daranno una possibilità per organizzare al meglio allora riapriremo, anche con pochi posti a sedere, ma dateci la speranza di ricominciare a fare un po’ di economia. Abbiamo solo questo, non abbiamo altre attività, così siamo costretti a morire», è l’appello, lanciato da piazza Plebiscito a Napoli, di Vincenzo Staiano, gestore della pizzeria “Ò Zì Aniello” di Napoli, noto per essere stato scelto da Papa Francesco per preparare le pizze alla mensa del Vaticano, durante il Giubileo straordinario della Misericordia. In piazza con una croce di legno sulle spalle, Staiano incalza: «Queste croci sono diventate veramente pesanti, perché le tasse arrivano ma gli incassi non li facciamo più. Non possono non ascoltarci, siamo l’economia reale».
GLI AMBULANTI
Al sit-in di protesta organizzato da Confesercenti in piazza della Prefettura a Caserta, c’erano anche gli ambulanti, settore duramente colpito e che martedì ha bloccato l’A1 all’altezza di Caserta Sud. «Chiediamo aperture immediate per le imprese che sono al collasso, ristori dignitosi e non l’elemosina di Stato», ha spiegato Vincenzo De Matteo della Federazione venditori ambulati Confcommercio, presente alla manifestazione. —
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