Curioni: «Sono stanca del conflitto tra Comune e Fondazione Sport»
L’assessora delusa dalle parole di Savino sul nuovo bando dei campi: «Un commento personale»
Nicolò Valli
reggio emilia. «Provo molto disappunto per quanto accaduto, le società sono presidi sul territorio per tanti giovani e gestiscono spazi di relazioni e socialità. Rubare attrezzature è un gesto vergognoso, non degno di questa comunità: faremo il possibile per risalire ai responsabili». Non si fa attendere la ferma condanna dell’assessora all’Educazione e allo Sport Raffaella Curioni in merito agli episodi che hanno colpito alcune società sportive, ultima delle quali la Virtus Libertas.
La razzia al campo di Pieve Modolena ha lasciato il segno nei dirigenti del club, ma il Comune, sottolinea l’assessora, è pronto a fare la propria parte: «Sono gesti che non possiamo accettare – spiega Curioni – anche perché vanno a toccare un settore provato da un anno e mezzo di inattività. È un danno economico ma soprattutto morale. A tal proposito, per quello che è di nostra competenza, ci impegneremo sempre più per garantire la sicurezza sui luoghi sportivi».
Qui, il tono della conversazione con l’assessore però cambia, anche perché le facciamo notare l’ammonizione della Fondazione dello Sport in merito ad abusi ed inadeguatezze su certi campi che potrebbero rallentare e ostacolare i bandi per la gestione dell’area.
Una presa di posizione inaspettata, che ha lasciato di stucco i dipendenti di Piazza Prampolini: «Sono sorpresa di constatare la volontà del direttore della Fondazione di fare un passo indietro rispetto agli sforzi che abbiamo fatto in tutte queste settimane con l’obiettivo di riportare lo sport al centro delle politiche pubbliche – afferma – abbiamo lavorato 20 mesi a testa bassa per ideare in accordo col presidente Mauro Rozzi e tutto il Consiglio di Gestione il Piano Strategico per lo Sport, mappando gli impianti che necessitano di interventi. Un piano dell’esborso complessivo pari a 12 milioni di euro, per la prima volta a disposizione della città; non vedo la necessità, soprattutto in un momento come questo, di alimentare polemiche sterili e che non interessano a nessuno». Il riferimento, neanche troppo velato, è a chi ha fatto notare eventuali inadempienze comunali su aree ben precise, come documentato nella Gazzetta di ieri: i campi di San Prospero, Cella, via Zandonai e Noce Nero, ovvero le strutture indicate nel bando, sul quale il direttore Domenico Savino ha sottolineato «basi d’asta più alte rispetto al passato, rivalutate per tenere in considerazione non solo l’effetto del Covid ma quello degli ultimi anni».
«Sono delusa e anche un po' arrabbiata, respingo al mittente le critiche – ribatte prontamente Curioni – questo conflitto tra Comune e Fondazione ha stancato. Mi sono sentita col presidente Rozzi e la pensiamo allo stesso modo: è giusto che ognuno si prenda la responsabilità di quello che dice. Se c’era qualcosa di non chiaro poteva chiedermi un appuntamento e ne discutevamo insieme: è chiaro che alcune criticità ci sono, alcune risalgono ancora prima del 2014 quando si è insediata la giunta, ma facciamo il possibile per risolverle. La città ci chiede delle risposte e questo tira e molla non giova a nessuno. Il suo è un commento totalmente personale e che esula dal pensiero generale dell’ente». E ancora: «Il noi e il voi è profondamente sbagliato; ci sono responsabilità che vanno risolte per il bene delle società sportive, ma da quello che leggo sembra che qualcuno non abbia questo interesse. È chiaro che viene inevitabile chiedersi se la Fondazione sia ancora lo strumento giusto per la crescita sportiva sul territorio, ma io credo di sì e proprio per questo andiamo avanti con un’idea ben precisa».
Un j’accuse pesante e chiaro, che forse è la punta dell’iceberg di una situazione che dura da tempo. Il Comune sembra aver però voltato pagina, anche perché nei prossimi mesi Reggio è pronta ad ospitare numerosi eventi: la finale di Coppa Italia di calcio e la prima tappa del Giro Handbike 2021 sono forse i più importanti, ma appena la situazione lo consentirà anche l’attività di base è pronta a tornare al centro: «Noi vogliamo realmente che Reggio Emilia diventi città dello sport – chiude Raffaella Curioni – e siamo pronti a fare il cambio di passo, per il bene della comunità». —
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