Gazzetta di Reggio

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IL PIANO PER LA RIPRESA 

Giovani, donne e sud per far ripartire l’Italia

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ROMA. Quasi due ore di riunione per fare il punto con Regioni, Comuni e Province sul Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza che il governo deve presentare a Bruxelles entro fine mese per accedere ai fondi del Recovery, che inizieranno ad arrivare a giugno. «Rispetteremo la scadenza», assicura Mario Draghi che nel confronto con gli enti locali ha parlato di una sfida da vincere tutti insieme per realizzare un piano ambizioso. Un piano che «è certamente in continuità» con la versione precedente, scoglio del governo Conte, «in alcune aree dove la discontinuità non aveva nessun motivo di esserci, ed è in forte discontinuità in altre aree». Certo, bisogna cambiare passo.

INVESTIMENTI

«Noi non abbiamo credibilità per quanto riguarda la capacità di investire - ha poi spiegato Draghi - l’abbiamo persa tantissimi anni fa, ma non perché non si volesse investire, perché ci sono centinaia di miliardi in bilancio per investimenti non fatti. Bisogna cambiare tutto per diventare credibili, eliminando gli ostacoli a livello politico, istituzionale, amministrativo, contabile e giudiziario». E per farlo servono «assunzioni di nuove competenze e formazione e aggiornamento delle competenze attuali».

LE PRIORITà

Tre le priorità del piano, giovani, parità di genere e sud, e sei missioni: digitalizzazione, transizione ecologica, infrastrutture, istruzione e ricerca, inclusione e coesione e salute. Per la digitalizzazione, «puntiamo a una diffusione capillare della fibra ottica su tutto il territorio e in particolare nel Mezzogiorno». Tra i principali interventi sulle infrastrutture «interveniamo nelle ferrovie, e in particolare nell’alta velocità verso il Sud per merci e passeggeri; e nell’alta velocità che collega il Nord all’Europa».

Nell’ambito della missione istruzione e ricerca c’è il potenziamento di asili e materne, ma anche il rilancio degli istituti professionali e della ricerca e sviluppo. Gli interventi per la coesione e l’inclusione «vogliono aiutare in particolare donne e giovani a trovare posti di lavoro dignitosi e ben retribuiti». Per la sanità, il piano rafforza le strutture e i servizi sanitari di prossimità, che hanno dimostrato gravi carenze durante la pandemia. «Interveniamo inoltre per sostituire le tecnologie obsolete negli ospedali, e migliorare i sistemi informativi sanitari» ha annunciato. —

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