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Gli studenti a lezione con il partigiano russo

Nicolò Valli ;
Gli studenti a lezione con il partigiano russo

Ragazzi a confronto con Nikolai Orlov, oggi 96enne  L’evento online in vista dell’anniversario del 25 aprile  

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REGGIO EMILIA. “La storia siamo noi”, cantava De Gregori. E se è vero che alle nuove generazioni spetta l’onore e l’onore di tramandare quanto successo in passato, è allo stesso tempo necessario constatare che questi sono gli ultimi anni in cui si può avere il privilegio di ascoltare chi la Storia, con la S maiuscola, l’ha fatta, per rendere l’Italia un paese libero.

Nikolai Orlov non è italiano, ma a 17 anni ha lottato contro i nazifascisti sull’Appennino tosco-emiliano: mercoledì, in collegamento zoom dalla Russia, ha raccontato la sua esperienza ad alcune classi quinte dell’Istituto Angelo Motti. La scuola superiore sta portando avanti un percorso con gli studenti in avvicinamento al 25 aprile, con un focus riservato al contributo sovietico alla Liberazione. Grazie alla collaborazione della professoressa di Lingua e Civiltà Russa, Natalia Loupenkova, e alla docente di Educazione Civica, Mirella Gras, gli studenti hanno avuto l’opportunità di interfacciarsi con l’ex partigiano, oggi novantaseienne, pienamente a suo agio nel raccontare il proprio vissuto. L’incontro, seppur da remoto, è stato favorito dallo storico e professore di italiano a Mosca Massimo Eccli, che nel 2018 ha pubblicato il libro “I partigiani sovietici in Italia” ricostruendo così una vicenda non così conosciuta. Nato in Ucraina nel 1926, Orlov è presto entrato nel fronte russo venendo poi catturato e deportato nel nostro Paese: fortunatamente è riuscito a scappare dal campo in cui era internato, alleandosi ai partigiani per cercare di porre fine alle ostilità belliche.

L’evento organizzato dal Motti ha avuto un duplice scopo: da una parte tenere viva la memoria e l’esigenza di mettere i ragazzi di fronte alle difficoltà di quegli anni, dall’altra l’apprendimento della lingua russa, idioma approfondito sui banchi del plesso di via Fratelli Gastinelli. All’incontro hanno partecipato il presidente dell’Anpi Ermete Fiaccadori e il presidente della biblioteca di stato Lenin, con sede a Mosca. Presente anche Adelmo Cervi, figlio di Aldo (uno dei sette fratelli uccisi nel 1943).

«Solitamente partecipiamo ai viaggi della memoria organizzati da Istoreco – spiega la preside Barbara Ghiaroni – ma quest’anno siamo stati costretti a pensare qualcosa di alternativo; abbiamo così messo in piedi un’iniziativa che ha portato gli studenti a rapportarsi con un signore oggi anziano ma che ai tempi aveva la loro stessa età. Chiaramente l’impatto emotivo non può essere paragonabile agli eventi dal vivo ma, tramite traduzione della docente o direttamente in russo, qualche allievo ha sollecitato Orlov sul coraggio e sull’inevitabile paura vissuta in quel periodo». —

Nicolò Valli

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