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Il nuovo referente di Libera Reggio Emilia è Giovanni Mattia

Il nuovo referente di Libera Reggio Emilia è Giovanni Mattia

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REGGIO EMILIA. Durante una partecipata assemblea online, mercoledì è stato eletto il nuovo referente di Libera Reggio Emilia. Si tratta di Giovanni Mattia, 26 anni, siciliano di origine e trapiantato a Reggio da oltre quattro anni per motivi di studio. Per altrettanti anni ha fatto parte del presidio universitario Giangiacomo Ciaccio Montalto. Laureato in Management e Comunicazione d’Impresa, si occupa di gestione e rendicontazione dei finanziamenti ministeriali per la ricerca oncologica. Da sempre è attivo nell’associazionismo e volontariato.

«Ringraziamo Manuel Masini per l’impegno e l’energia profusa durante i suoi due mandati, che lo hanno visto mettere al centro della sua azione sempre i valori e gli obiettivi dell’associazione, cercando il dialogo e la collaborazione con tutte le persone ed enti che hanno a cuore la lotta all’illegalità mafiosa – affermano dal coordinamento – A Giovanni spetta ora un compito di grande responsabilità e importanza. Dovrà traghettare e rilanciare le nostre attività nel periodo post-Covid, un periodo difficile per tutte le associazioni, ma, come indicato da più voci a partire dalla Direzione Nazionale Antimafia, non certo per le mafie». E ancora: «Come Libera Reggio Emilia abbiamo cercato di mantenere operative tutte le nostre attività, tra fatiche e difficoltà. Durante questo periodo di lezioni a distanza abbiamo incontrato centinaia di studenti, organizzato incontri di approfondimento online rivolti alla cittadinanza, seguito processi e sentenze, sostenuto le realtà che lavorano sui beni confiscati alle mafie. Durante i tredici anni di attività di Libera a Reggio Emilia abbiamo potuto osservare che il nostro territorio è stato attraversato da tanti eventi significativi come le sempre più numerose operazioni delle forze dell’ordine e i conseguenti processi. La conoscenza e la percezione dei fenomeni mafiosi è cambiata, ma ancora non abbastanza, la lusinga di capitali e servizi criminali è ancora forte in parte della nostra società». —

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