I titolari del canile a giudizio alla Spezia
Zagni e D’Alessandro del Guadalupe finiti a processo dopo un esposto di Legambiente per maltrattamenti
castelnovo sotto. Per i gestori del canile privato “Madonna delle Guadalupe”, in via San Martino a Castelnovo Sotto (oggetto di un esposto presentato dall’associazione di Bagnolo Amici della Terra e al centro di polemiche con il Comune per la gestione di 12 cani dogo), è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per un’inchiesta nata da una denuncia presentata negli anni scorsi da Legambiente, per la gestione del canile San Venerio a La Spezia.
Si tratta di una vicenda complessa, avvenuta in un arco temporale tra il 2012 e il 2017, che vede coinvolti, oltre a Ernesto Zagni e Valentina D’Alessandro, dal 2018 gestori del Guadalupe, anche l’ex responsabile dell’ufficio comunale spezzino Tutela animali Antonietta Zarrelli e la responsabile di una onlus locale, accusati a vario titolo di truffa (Zagni, Zarrelli e la volontaria), rivelazione di segreti d’ufficio (Zarrelli) e di maltrattamenti di animali (Zagni e d’Alessandro). Secondo il gip di La Spezia che ha fissato la data del processo per l’8 luglio, il titolare del canile con la complicità dell’ex dirigente del Comune avrebbe attestato falsamente la presenza di un numero superiore di gatti rispetto a quelli effettivamente ricoverati nella struttura (mai oltre venti) e per i quali il contratto con l’ente pubblico prevedeva il riconoscimento di poco più di 2 euro, procurando a Zagni un ingiusto profitto di circa 53.000 euro. L’ex responsabile dell’ufficio Tutela animali avrebbe “soffiata” a Zagni la notizia dell’arrivo di un controllo in canile da parte della polizia provinciale, che lei stessa aveva richiesto oltre ad attestare falsamente la regolarità del servizio svolto dal canile per quanto concerne cani e gatti. Sul fronte dei maltrattamenti, reato imputato solo a Zagni e D’Alessandro, sono innumerevoli i casi di cani, in particolare, che l’indagine prende in considerazione perché lasciati senza cibo (per 15 giorni consecutivi nel 2015), sfamati con scatolette di cibo scadute da anni, non curati e quindi fatti inutilmente soffrire, o lasciati in box troppo piccoli, usati per il trasporto. L’indagine spezzina ha accertato, per esempio, che i cani Aisha e Lara, affetti da rogna, sono stati lasciati senza medicinali; Tara, è stata lasciati con addosso la pettorina per talmente tanto tempo che le parti metalliche hanno provocato piaghe e Gray, un altro cane del canile spezzino, è stato portato a camminare nel fiume con l’acqua gelida, nonostante fosse affetto da osteosarcoma. —
C.O.
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