Infermieri e operatori in subbuglio «Pagateci le indennità aggiuntive»
REGGIO EMILIA. Turni estenuanti, sempre in prima linea nella battaglia al Covid, eppure gli infermieri e gli operatori sociosanitari non hanno ricevuto l’indennità aggiuntiva.
Per questo motivo è scattata la protesta di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che ieri hanno consegnato più di 2.500 firme al direttore sanitario dell’Ausl di Reggio, Nicoletta Natalini, e al presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria (Ctss) Giorgio Zanni. Il rischio è che agli «eroi» del Covid venga applicata una decurtazione dello stipendio da 100 a 300 euro per le indennità aggiuntive. Il problema ha due origini: da un lato i vincoli di leggi nazionali ai fondi per la contrattazione integrativa; dall’altro il massiccio numero di assunzioni di personale per fronteggiare la pandemia. «Nella busta paga di marzo – denunciano i sindacati – non è stata pagata l’indennità contrattuale specifica. Stiamo parlando di professionisti che già questo mese hanno trovato 100 euro in meno sullo stipendio. Noi non vogliamo essere eroi, ma solo essere retribuiti il giusto, né più né meno». Sulla vicenda sono arrivate nei giorni scorsi le rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, a cui si sono aggiunte quelle di Nicoletta Natalini e di Giorgio Zanni, presenti al presidio dei sindacati davanti all’ospedale. «I nostri lavoratori – le parole di Natalini – fanno più di quello che dovrebbero sia in termini di attività che di orario. Nessuno si è sottratto a lavorare in questo anno di grandissima difficoltà, mantenendo un altissimo livello di servizio. Ecco perché crediamo che il giusto compenso per le persone che lavorano sia dovuto. Se non fosse così sarebbe una beffa». Come azienda, ha aggiunto, «abbiamo sempre seguito tutte le indicazioni che ci venivano dalla Regione e confidiamo che anche questa volta si possa andare incontro alle richieste dei lavoratori».
A testimoniare solidarietà ai lavoratori erano presenti anche il segretario generale della Cgil di Reggio Cristian Sesena e i consiglieri regionali del Pd Roberta Mori e Andrea Costa, firmatari con altri colleghi di una risoluzione in assemblea legislativa. —
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