La rabbia di ambulanti e imprenditori “della notte”
REGGIO EMILIA. Dopo il corteo di furgoni in circonvallazione a Reggio Emilia, gli ambulanti hanno protestato contro la chiusura dei mercati anche davanti al palazzo della Regione, a Bologna: «Vogliamo essere contemplati dai ristori perché abbiamo preso zero soldi da quando abbiamo chiuso, zero. A zero voglio vedere quante famiglie possono vivere e vorremmo l’anno fiscale bianco perché comunque noi abbiamo continuato a pagare tutto come se niente fosse, come se il Covid non esistesse».
La protesta ha riguardato anche un altro settore, quello dei locali da ballo con il presidente del Silb-Fipe Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento dell’Emilia-Romagna, Gianni Indino, che ha lanciato un accorato appello alle istituzioni: «Abbiamo bisogno di una data certa per cominciare a programmare. Gli imprenditori della notte non possono continuare a essere dimenticati, relegati all’angolo, in attesa di ciò che verrà mentre tutti gli altri concorrenti internazionali fanno incetta di prenotazioni».
Con il 30% dei locali da ballo del Paese che ha già deciso di chiudere per sempre, la situazione è ormai insostenibile. «Molti locali – sostiene Indino – e tra questi le discoteche storiche della Riviera romagnola sono pronti a riaprire per l’estate, a fronte di grandi investimenti per eventi e spettacoli di portata internazionale e di collaborazioni tra locali. Insomma, i nostri si ingegnano, con lo spirito imprenditoriale che li ha sempre contraddistinti, ma devono essere supportati da scelte che non affossino definitivamente la loro voglia di ripartire». —
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