Meno entrate in Comune Dal “Fondone” arrivano oltre 360mila euro
CASALGRANDE. Un bilancio nato dall’emergenza, con minori entrate, spese saltate e altre aumentate. Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale di Casalgrande ha presentato il bilancio di previsione 2021, in ritardo rispetto gli anni precedenti. Lo slittamento è figlio di un periodo che certo normale non si può definire.
«La tempistica del bilancio 2021 è stata dettata dall’incertezza del momento e dai tempi dell’amministrazione centrale nello stabilire le coperture per le mancate entrate che si verificheranno quest’anno a causa della pandemia – fa presente la vicesindaco con delega al Bilancio, Silvia Miselli – La manovra soffre di una riduzione ipotizzata di circa il 10% sia sulle entrate Imu-Tasi che sull’addizionale Irpef, e si prevede che anche la riscossione sarà in sofferenza». Un parziale contributo è arrivato dagli stanziamenti statali erogati già nel 2020 per compensare il mancato gettito, in cui molte “entrate” pubbliche sono venute meno. Questi fondi sono stati dirottati nell’annualità successiva, come da indicazioni di legge, garantendo 370 mila euro extra. «A copertura del mancato gettito – sottolinea Miselli – lo Stato ha fin dallo scorso anno erogato degli stanziamenti denominati “Fondone”, ovvero un fondo per coprire le funzioni fondamentali dell’ente. È stato chiarito che il residuo di questo fondo può essere fin da subito destinato a copertura del bilancio 2021».
In alcuni settori, poi, vi sono stati risparmi “forzati”, moltissime iniziative non sono state fatti per vie della chiusure e le risorse messe in preventivo sono rimaste disponibili. Per Casalgrande si parla di circa 140mila euro.
Oltre mezzo milione di euro è stato stanziato per coprire i buchi derivati dalle tante voci finite invece in passivo.
«Il gap che si è definito nel bilancio di previsione tra le spese e le entrate è quindi stato coperto per oltre 368.000 euro dall’avanzo del “fondone” e da ulteriori 141.000 euro di avanzo presunto dato da minori spese sulla scuola, la cultura e il commercio. Anche in questo caso andiamo in deroga all’utilizzo consueto dell’avanzo che normalmente non va a copertura della spesa corrente. Sul bilancio di previsione abbiamo quindi potuto mantenere e anzi potenziare i servizi extrascolastici, introducendo anche una ulteriore fascia agevolata di Isee, investire sui progetti dei giovani e non decurtare i capitoli della vita della comunità relativi a cultura, sport ed eventi» conclude Miselli. —
Adr.Ar.
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