Gazzetta di Reggio

Reggio

la lotta verde 

Cinquecento firme in un solo giorno contro il cantiere al parco del Quinzio

Leonardo Grilli
Cinquecento firme in un solo giorno contro il cantiere al parco del Quinzio

Molte le adesioni raccolte al banchetto allestito in via Piaggia «Il Comune ci ha preso in giro, ora speriamo cambi rotta»

3 MINUTI DI LETTURA





Leonardo Grilli

reggio emilia. Lo avevano promesso e lo hanno fatto. Raccogliendo un’amplissima adesione, considerato il poco tempo in cui è stata organizzata l’iniziativa.

Per tutta la giornata di ieri i cittadini contrari alla nuova espansione edilizia al parco del Quinzio si sono ritrovati in via Piaggia con un banchetto di raccolta firme. Lo scopo, spiegano gli organizzatori, è di raccogliere le adesioni per presentare al consiglio comunale una mozione popolare e richiedere un confronto urgente con i residenti e lo stop del cantiere.

«Sta andando molto bene – spiega nel tardo pomeriggio una delle organizzatrici e residente del quartiere, Enrica Colella – e anche se per me è la prima volta il consigliere Dario De Lucia, che sta convalidando le firme, ha confermato il successo. Questa mattina in tre ore abbiamo raccolto 150 firme, ora abbiamo dodici fogli da venti firme l’una e siamo arrivati a quota 500».

Ma l’obiettivo comune è arrivare in municipio forti di qualche migliaio di firme, considerando che «questo è un quartiere densamente abitato – prosegue Colella – contrariamente a quello che ha detto il Comune. Abbiamo bisogno di questo meraviglioso spazio che è collocato, nonostante quanto scritto nella delibera dell’amministrazione, tra un plesso frequentato da migliaia di bambini e il centro diurno. Qui non si tratta di impedire qualcosa di nuovo ma di rubare alla collettività qualcosa che c’è ed è preziosissimo».

L’amarezza e la delusione fra i residenti è palpabile: «Le volgarità si potrebbero sprecare ma diciamo solo che stanno commettendo un gravissimo errore. Prima lo capiscono in Comune e meglio è, politicamente parlando si stanno scavando la fossa da soli in un quartiere di operai e di gente che lavora e vive di stipendi e che storicamente è sempre stato di sinistra. I nostri amministratori si leccheranno le ferite anche perché questo sfregio si aggiunge a tanti altri errori commessi a distanza ravvicinata e che sono esplosi, accomunati da una linea di fondo che è quella di fare le cose di nascosto».

Dell’autorizzazione a Edilgrisendi per costruire su quell’area venticinque alloggi, infatti, «ne abbiamo saputo per caso – continua Colella –. Altrimenti ce ne saremmo accorti perché avremmo visto arrivare le ruspe. Nessuno sapeva, il proprietario privato dal 2011 non ha mai reso manifesto che questo non fosse un parco pubblico e da trent’anni il Comune esegue la manutenzione del verde con i nostri soldi».

«La risposta che ha dato la giunta (ovvero che l’area oggetto del cantiere è privata da molto tempo, ndr) sembra il bambino che mette la mano nel vaso di cioccolata e, una volta scoperto con le dita sporche, insiste a dire che non è stato lui. Tutto questo è gravissimo, siamo dei cittadini che chiedono di mettere in primo piano l’interesse pubblico e ci sentiamo presi in giro».

La raccolta firme proseguirà anche nella giornata di oggi e, sempre questo pomeriggio, al parco del Quinzio si svolgerà la “lenzuolata”: i ragazzi del quartiere stenderanno per tutta l’area verde degli striscioni di protesta. Gli stessi ragazzi che, il 28 aprile, incontreranno l’assessora allo Sport che proporrà loro una zona alternativa dove poter svolgere attività sportive. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google