Scuole, da domani in classe «In sicurezza fino agli esami»
Gli istituti reggiani pronti per la ripartenza anche delle superiori al 50 per cento Malavasi: protocolli testati e trasporti sicuri, mancano due mesi e ce la faremo
Adriano Arati
Reggio EmiliA. «Le scuole sono state le ultime a chiudere e saranno le prime a riaprire, è un segnale importante e siamo pronti. L’obiettivo è lavorare al meglio per arrivare alla fine dell’annata scolastica senza altre interruzioni». Anche il territorio reggiano si prepara al ritorno alla scuola in presenza sancito dalla zona arancione: da lunedì gli alunni sino alla terza media saranno tutti in aula mentre per le scuole superiori si arriverà al 50% di studenti in sede. Un bel salto, dopo un mese di dolorosa chiusura, che Reggio è pronta ad affrontare, assicura la vicepresidente della Provincia con delega alla Scuola Ilenia Malavasi. La Provincia ha competenza sulle scuole superiori e ha fornito coordinamento per la riorganizzazione a ogni livello dei mesi scorsi, per i trasporti e la logistica. La gestione delle presenze è poi di competenza di ogni singola scuola: «Gli istituti hanno già iniziato a lavorare per organizzare turni e rotazioni, vi sarà la massima attenzione e il massimo impegno per gestire al meglio la situazione, credo vi sarà una particolare attenzione alle quinte, alle classi che si preparano all’esame di maturità», spiega Malavasi. Per quanto riguarda la rete dei trasporti, «in questi giorni abbiamo lavorato con Seta e i servizi privati per tornare a garantire i servizi attivi già da gennaio, compresi gli stewart a bordo, con tutti i potenziamenti già previsti per permettere agli studenti di muoversi in piena sicurezza rispettando i limiti di capienza, con organizzazione in base agli orari e alle organizzazioni interne delle varie scuole».
Già da domani, dal primo giorno di zona arancione, tutti gli istituti saranno pronti per riaprire secondo le normative. «Il Reggiano è un territorio in cui l’attenzione per l’educazione e la scuola è sempre stata alta, questi sono stati mesi complicati in cui abbiamo sempre cercato di lavorare insieme per trovare soluzioni e credo che se qualcosa di buono possiamo trarre da questa emergenza, questa è la consapevolezza dell’importanza dell’educazione che tanti cittadini hanno riscoperto quanto anche la scuola ha dovuto chiudere». Si riparte ora in strutture già da tempo riorganizzate con gestioni calibrate su capienze, flussi ed esigenze specifiche. «La scuola è sempre stata un luogo sicuro, di suo, ma non la possiamo estrarre dal contesto. Le progressive riaperture comportano un aumento dei movimenti, delle persone che tornano a viaggiare, gli studenti si muovono, fanno attività pomeridiane, tornano a casa dai loro parenti, hanno contatti, come tutti. La scuola di suo è sicura, le varie ispezioni sanitarie lo hanno confermato, il tema è sempre stato il contesto più grande in cui ovviamente deve stare», riflette la Malavasi. «L’attenzione deve rimanere alta, alla fine delle lezioni mancano poco meno di due mesi e credo che si possa provare a finire l’anno scolastico senza altre interruzioni». —
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