Tangenziale Nord, il comitato «A Sant’Ilario nulla di fatto»
SANT’ILARIO. «Un atteggiamento d’interessamento superficiale» da parte del Comune di Sant’Ilario «scarsa attenzione» e «mancata volontà nel costruire una concertazione tra gli enti».
È un pollice verso quello espresso dall’associazione “Mattone su mattone” e dal comitato di Cella, Cadè e Gaida – nato nel dicembre scorso sull’onda emotiva della morte del dodicenne Youness Lakhdar, falciato da un furgone a Reggio Emilia – sull’incontro avvenuto giovedì scorso in municipio a Sant’Ilario.
Al centro dell’appuntamento la richiesta di prolungare la tangenziale Nord di prossima costruzione, che arriverà fino alla rotonda del Marabù. Secondo i cittadini delle frazioni – che a parole hanno già ottenuto un via libera dal Comune di Reggio per nuovi attraversamenti pedonali, pensiline del bus, autovelox – si tratta di un’opera monca, che dovrebbe essere estesa per risolvere definitivamente l’annoso problema della sicurezza della via Emilia.
L’incontro si è svolto alla presenza del sindaco Carlo Perucchetti e dei capigruppo del consiglio comunale.
«Nelle scorse settimane sono comparsi diversi articoli sui giornali che mettevano in luce come, anche per gli abitanti della frazione di Calerno, non sia più prorogabile la realizzazione del prolungamento di questa strada e il flusso di traffico, anche di mezzi pesanti, sia oramai insostenibile per la vita della comunità».
Per queste ragioni il comitato ha voluto accertarsi di quale sia la posizione del Comune limitrofo, dopo che la giunta ha negato alla minoranza di impiegare un disavanzo da 200mila euro per realizzare l’infrastruttura. Sant’Ilario è già dotata di un tratto di via Emilia bis, finanziata per 400mila euro da Anas. Il cantiere, previsto per la prossima estate, servirà a collegare l’attuale parallela alla via Emilia dopo la ferrovia (che oggi termina dopo il sottopasso della Coop) alla rotatoria di Calerno. E non sono previste altre iniziative.
«Siamo amareggiati – ha affermato Maria Cristina Guarnieri, vicepresidente del comitato – poiché abbiamo appurato che anche per la maggioranza di Sant’Ilario la soluzione sia quella di scaricare in toto la realizzazione dell’opera ai tempi biblici di Anas, che peraltro ha da poco approvato i lavori del troncone San Prospero-Corte Tegge e difficilmente per i prossimi piani quinquennali accoglierà la possibilità di finanziare anche il secondo troncone».
Il comitato è in attesa di un incontro con l’assessore Nicola Tria e con il sindaco di Reggio Luca Vecchi per condividere quanto emerso. «Come cittadini non ci spieghiamo perché questa strada, definita titanica ma che è fondamentalmente un rettilineo di alcuni chilometri in mezzo alla campagna tra Cella e Calerno, non sia ancora stata fatta». —
Am.P.
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