«Macché esibizionista, tutte calunnie»
Tarquini, avvocato del medico denunciato da una mamma per atti osceni: «Stiamo ancora aspettando di essere sentiti»
Leonardo Grilli
reggio emilia. Nessun esibizionismo, niente atti osceni in luogo pubblico. Anzi, «dobbiamo ancora leggere i contenuti della denuncia» e capire «quali calunnie» abbia raccontato quella donna. Sono parole dure quelle dell’avvocato Giovanni Tarquini, legale difensore del medico 50enne accusato da una mamma per un episodio che sarebbe avvenuto mesi fa davanti a una scuola in città.
«Il mio cliente è devastato – spiega l’avvocato – si è visto sbattere in prima pagina come un mostro quando, cosa gravissima, deve ancora sapere di cosa è accusato. Nessuno lo ha sentito e né io né lui abbiamo ancora letto la denuncia».
La denuncia
E in effetti le accuse mosse nei confronti del professionista, conosciuto e stimato a Reggio, sono molto pesanti, se non altro per la sua immagine. Secondo quanto denunciato ai carabinieri da una mamma 40enne, la donna si trovava all’esterno di una scuola primaria in città aspettando l’uscita del figlio. Quando, dopo aver visto il 50enne intento – pareva – ad urinare in strada, ha suonato il clacson dell’auto per farlo desistere.
Spaventato il 50enne si è girato di scatto ed è solo a quel punto che la mamma si sarebbe accorta, stando a quanto riferito in un secondo momento ai carabinieri reggiani dalla 40enne, che in realtà quell’uomo era preso da ben altre faccende: si stata masturbando.
Visto il gesto, però, la donna non si è spaventata ma è scesa dalla macchina e si è diretta con veemenza verso il medico, che si sarebbe rivestito per poi allontanarsi a bordo della sua auto parcheggiata nelle vicinanza. Ma non prima, secondo la versione della madre, di averle rivolto un’ultima offesa: prima di lasciare il parcheggio, infatti, si sarebbe avvicinato alla donna e, dopo aver abbassato il finestrino, le avrebbe rivolto spavalderia l’invito ad andare con lui, così le avrebbe spiegato cosa stava facendo poco prima.
la difesa
Una versione, quella denunciata dalla 40enne ai militari intervenuti qualche minuto dopo e corredata da una foto della macchina del medico scattata dalla stessa donna, che secondo Tarquini non rispecchia assolutamente quanto accaduto.
«Il mio assistito è devastato – spiega l’avvocato – per usare un’espressione di facile comprensione. Si è visto dipinto come un mostro ed è stata come una doccia fredda. Si tratta di un episodio del novembre scorso, poi due giorni fa è stato chiamato per essere identificato e ieri la notizia era di dominio pubblico. Tante volte ho preso posizione di fronte a questi comportamenti, una denuncia è un tema delicato e qui si danno per certi i contenuti di atti che noi, io e il mio cliente, dobbiamo ancora leggere. È una cosa terribile».
Anche perché, prosegue l’avvocato, «si tratta di una persona stimatissima, con una grande attività alle spalle e davanti a lui. Teme di non essere compreso e non si aspettava un’eco del genere dopo un episodio che è ben diverso da quanto raccontato. Si tratta di gesti che non appartengono al mio assistito ma ne parleremo nelle sedi opportune, ovvero quelle processuali. Attendiamo l’interrogatorio per chiarire e capire perché quella donna ha raccontato cose così sbagliate e calunniose». —
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