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i dati 

Oltre 50 i tossicodipendenti assistiti dal centro reggiano

L. G.

L’associazione si occupa  di seguire anche 30 minori e 80 richiedenti asilo mentre sono 43 gli anziani accolti nella Cra San Pellegrino

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reggio emilia. Un nuovo sito internet per essere più vicini alla comunità reggiana e comunicare con efficacia tutte le attività svolte dal Ceis.

Come, ad esempio, l’aiuto fornito ai tossicodipendenti per uscire dalla morsa della dipendenza: sono oltre 50 le persone attualmente assistite in questo ambito.

Ma l’associazione fondata da don Dossetti segue anche trenta minorenni, un’ottantina di richiedenti asilo, 128 bambini iscritti alla scuola d’infanzia San Pellegrino e 43 anziani ospiti dell’omonima Cra. «Mi rendo conto che oggi Cartesio cambierebbe il suo motto. Non più “penso, dunque sono”, ma “informo, dunque sono”».

Queste le parole del parroco reggiano per comunicare che è online il nuovo sito web (www.solidarieta.re.it) del Centro di solidarietà di Reggio Emilia:«Da tempo l’informazione che esce dal Ceis non è adeguata all’attività che il Centro produce su vari servizi. Può essere, addirittura, che la sigla che lo identifica resti misteriosa per parecchi, soprattutto per i più giovani. Per questo, abbiamo deciso di riorganizzare gli strumenti di informazione del Centro».

Completamente rinnovato nell’aspetto grafico, ampliato nei contenuti, il nuovo sito è stato pensato per rendere più efficace e immediata la comunicazione dei servizi offerti e per facilitare la navigazione degli utenti. Comunicazione rinnovata anche attraverso la pagina Facebook e l’apertura di una pagina sul portale Linkedin. «Il nuovo sito del Centro è interattivo. Confidiamo che sia lo strumento per portare a tanti un messaggio di speranza», conclude don Dossetti. Sempre dal sito si scopre così che, ad esempio, i servizi per minorenni si avvalgono di cinque strutture: una comunità di pronta accoglienza, due comunità educative, una comunità educativa integrata e una struttura di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.

Per quanto riguarda invece l’area delle tossicodipendenze, il Centro gestisce tre strutture residenziali accreditate dalla Regione Emilia-Romagna, cinque appartamenti tutti in città e, in collaborazione con l’Ausl, dei percorsi non residenziali con l’obiettivo di motivare al trattamento, accompagnamento, reinserimento e prevenzione delle ricadute.

Importante anche il servizio offerto da “Casa Flora”, una casa alloggio rivolta a persone con patologie correlate all’Aids e ad altre malattie inabilitanti, convenzionata con il sistema sanitario nazionale. L’obiettivo è di offrire una struttura a carattere familiare che permetta alle persone di sentirsi accolte nella sua globalità ed è composta da una struttura residenziale che può ospitare fino a dieci ospiti e un centro diurno che può ospitarne fino a sei. —

L. G.

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