Viale Umberto Primo «Il Comune sconvolge la visione estense»
Una richiesta urgente avanzata dal presidente Spaggiari al Ministero dei beni artistici e alla Soprintendenza
REGGIO EMILIA. Restano tre i punti “critici” – per usare un eufemismo – sui quali la Deputazione di storia patria, presieduta da Angelo Spaggiari, torna a battere il chiodo in merito al progetto di restyling di viale Umberto I fortemente voluto dal Comune: la realizzazione dello spartitraffico centrale, della rotatoria a ridosso delle scuole elementari Matilde di Canossa e gli interventi di restauro sulle due fontane così come sono stati pensati.
Tanto che Spaggiari chiede l’eliminazione dal progetto dei primi due interventi e la sospensione del terzo. Lo fa con una mossa pesante, scrivendo nuovamente e chiedendo un intervento urgente, a chi ha il compito di presidiare su interventi urbanistici di questa portata e di valenza storica: una lettera aperta, firmata dallo stesso Spaggiari, arriva, infatti, in queste ore all’attenzione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della città metropolitana di Bologna, delle Province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia.
La stessa missiva è giunta anche alla segreteria regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali per l’Emilia Romagna, nonché al professor Tomaso Montanari, presidente del comitato tecnico scientifico per le belle arti nel Consiglio superiore beni culturali e paesaggistici dello stesso ministero a Roma.
Spaggiari chiede «l’eliminazione dello “spartitraffico continuo” previsto al centro della “prospettiva” settecentesca e, soprattutto, eliminazione degli “elementi illuminanti a lanterna su palo” (insistenti sullo spartitraffico stesso), per evitare quello che sarebbe il più radicale sconvolgimento del progetto originario estense». Come anche l’eliminazione «dell’inutile (perché penalizzata da un inevitabile impianto semaforico, data la presenza della scuola elementare) rotatoria a ridosso dell’esedra originaria, per evitare lo sconvolgimento della zona, con rischio di perdita dei resti dell’anzidetta esedra».
In quanto all’intervento sulle fontane il presidente della Deputazione di Storia patria caldeggia una sospensione: le due fontane, sostiene, «dovrebbero, sì, essere sottoposte a restauro scientifico, ma dopo ulteriori, approfonditi, studi sulla loro costruzione e sulla loro provenienza». —
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