Bando per la gestione di piscina e tennis con l’incognita Covid
Bagnolo: è decennale, prevede investimenti e scade il 15 Paoli: «Il rischio è la sostenibilità in questa fase incerta»
bagnolo. Dieci anni di gestione; un contributo annuo pari a 20mila euro da parte del Comune sul quale proporre il massimo ribasso; investimenti in migliorie pari a circa 80mila euro da effettuare nei primi anni di gestione (tra le quali, rifare il fondo dei campi da tennis, ormai piuttosto datati) e, novità assoluta, la possibilità di attrezzare per pic-nic, spazio bambini, area relax, un’area verde che potrà servire sia la piscina, sia i campi da tennis.
Sono questi, in sintesi, i capisaldi del bando pubblico di gestione che il Comune di Bagnolo ha pubblicato sul sito e che scadrà tra due giorni, il 15 aprile, per la gestione dell’area sportiva di via XX Settembre. «Attendiamo le manifestazioni d’interesse – spiega il sindaco Gianluca Paoli – ma siamo ben consapevoli della difficoltà della fase che stiamo attraversando».
Il punto interrogativo restano l’emergenza sanitaria e le restrizioni che comporta. «Nonostante il bando sia stato confezionato tenendo conto di una prospettiva di lunga durata – prosegue Paoli – e offra potenzialità notevoli e buone possibilità di guadagno in una situazione di normalità, non ci stupiremmo se dovesse andare deserto. Il rischio è che le società sportive, che già escono da un anno sanguinoso, non riescano a trovare oggi la sostenibilità economica in caso di nuovi stop». Un’incognita reale, sottolineata pochi giorni orsono, anche dall’Uisp, che in provincia di Reggio gestisce sette piscine e che ha minacciato di restituire gli impianti ai Comuni.
Cosa accadrà al bando per la gestione di piscina e campi da tennis – la prima non ancora riaperta, tra mille polemiche, dopo una ristrutturazione costata, tra la prima e la seconda tranche di lavori, qualcosa come 650mila euro; i secondi in piena attività dall’estate dell’anno scorso con l’ingresso del nuovo gestore, anche questo condito da proteste e contrasti – lo si capirà molto presto.
Se, comunque, non dovesse farsi avanti nessuno, pare che comunque il Comune abbia nel cassetto un piano B – ancora non del tutto messo a punto – per evitare lo scenario peggiore: non poter utilizzare nell’estate alle porte un impianto rimesso a nuovo e sul quale due giunte hanno fatto investimenti importanti. Se, infatti, la giunta Casali ha messo sul piatto 400mila euro per la riqualificazione della vasca e degli impianti, la giunta Paoli ne ha investiti 130mila per rifare gli spogliatoi (i lavori finiranno tra poche settimane) e altri 90mila – euro più, euro meno – per la nuova centrale termica e altri interventi di contorno. —
Cristina Orsini
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