«Cari docenti che il rientro non sia corsa al voto»
REGGIO EMILIA. Un appello ai docenti, affinché il ritorno in classe non si trasformi in una «caccia al voto».
Lo ha fatto il gruppo reggiano di “Priorità alla scuola”, che da mesi si batte per abolire la didattica a distanza, ma, anche, «una idea sbagliata di scuola basata sulla mera valutazione e non sulla relazione». Il messaggio è stato diffuso sui social, sotto forma di lettera aperta: «Care e cari docenti, dal 12 aprile gli studenti delle superiori saranno in classe al 50%. Si tratta di una ventina di giorni in presenza prima della fine della scuola. Non rendete il rientro una corsa al voto».
E poi: «Sarà già difficile far superare la paura di uscire di casa dopo un anno. Non tartassateli con verifiche e voti su voti. Se siamo tutti sulla stessa barca e se nessuno si salva da solo, bisogna ricostruire il legame che si è perso. “La scuola è l’ingresso alla vita della ragione”, diceva Jerome Bruner. Gli insegnanti ne siano la prova. Non sprechiamo tempo ed energie nella caccia al voto a qualunque costo».
Lo stesso appello era stato fatto venerdì in piazza Prampolini, in occasione dell’appuntamento di protesta settimanale. Durante la manifestazione – a cui, come da abitudine, hanno partecipato un centinaio di docenti, studenti e genitori – è stata anche letta la lettera di una nonna di un ragazzo che si è tolto la vita lo scorso anno. «Avete preteso dagli studenti un rigore inaccettabile – le sue parole – il programma da portare a termine è stato più importante del benessere psicologico dei ragazzi, siete andati avanti per la vostra strada senza guardarvi intorno. Avete fallito come scuola, insegnanti, persone. Io non vi perdono». —
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