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I “bialberi” a Rivalta  

Due “gelsiciliegi” fioriti nel giardino della Reggia Una rarità botanica

L.S.
Due “gelsiciliegi” fioriti nel giardino della Reggia Una rarità botanica

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REGGIO EMILIA. Sono una rarità botanica e potrebbero diventare una simpatica attrazione primaverile i due “gelsiliegi” fioriti nel giardino della Reggia di Rivalta. Si tratta di un innesto naturale, dovuto al fatto che dei semi di ciliegio sono germogliati casualmente su tronchi di gelso. Le due essenze, unite in un “bialbero”, traggono la linfa dalle stesse radici, ma mantengono separati e ben distinti i rami, i fiori, le foglie e i frutti. Nei giorni scorsi la spettacolare fioritura dei ciliegi s'è mostrata anche in questa singolare peculiarità. Due attivisti del Wwf Emilia Centrale, Gioacchino Pedrazzoli e Ugo Pellini, hanno colto l'occasione per ricollocare sulle due piante i cartelli informativi che vi erano stati apposti due anni fa in una cerimonia pubblica e che le misure anti-Covid hanno impedito di replicare. Il curioso fenomeno s’è prodotto nel doppio filare di gelsi per la cui conservazione il botanico Pellini s’era battuto con successo, ottenendo che fosse modificato il progetto originario di rifacimento dello storico giardino settecentesco. Ne può derivare un'ulteriore valorizzazione di quel po’ che resta della sontuosa residenza estense. In Piemonte si tiene ogni anno una festa affollata intorno al bialbero (anch'esso un gelsiliegio) di Casorzo, nel Monferrato. A Rivalta, quando la pandemia sarà finita, si potrebbero estendere alla fioritura primaverile gli appuntamenti estivi così cari ai reggiani. —

L.S.

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