Gazzetta di Reggio

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sant’ilario, denuncia dell’opposizione 

«Le perizie sismiche sulle nostre scuole in ritardo di cinque anni»

Da. Al.

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SANT’ILARIO. «Sicurezza delle scuole comunali: cinque anni di attesa senza risposta» . È quanto denuncia il gruppo di opposizione “Alternativa civica per Sant’Ilario e Calerno”, che riprende una vicenda che inizia nel 2015.

«Sei anni fa, le due liste di minoranza “Cambia Sant’Ilario” e “Lavorare per Sant’Ilario” avevano denunciato lo scandalo della perizia di vulnerabilità sismica della scuola Munari, commissionata nel 2008 e tenuta accuratamente nascosta. La giunta Moretti passa a progettare e intervenire sugli altri edifici scolastici: il Fiastri viene sistemato pur con un pesante limite riguardante il solaio dell’atelier così come viene messa in sicurezza la scuola elementare Calvino di Calerno, nonostante gli errori sugli infissi e i ritardi nell’apertura» spiegano. «Per le altre scuole di competenza comunale – continua Alternativa – che sono asilo nido Girotondo, scuola materna Rodari, scuola primaria Collodi e scuola media Da Vinci, la giunta affida alla fine del 2015 un incarico alle Facoltà di Ingegneria delle università di Parma e di Pisa. L’incarico di studio di vulnerabilità sismica ha la durata di tre anni e un costo di 60.000 euro. La convenzione viene stipulata nel dicembre 2015 e firmata novembre 2016: dieci mesi per una firma, e la consegna delle verifiche è prevista per la fine del 2019. Alla fine del 2019 le università chiedono una proroga di un anno, il 28 aprile 2020, con la motivazione che per la scuola primaria Collodi e per l’asilo nido Girotondo occorrono ulteriori approfondimenti, mentre per le altre scuole gli studi sono stati interrotti a causa dell’emergenza Covid».

«A oggi si è svolta solo la verifica della scuola primaria Collodi, mentre per tutte le altre siamo ancora aspettando le relazioni specifiche senza avere la certezza della data di consegna; nel frattempo le scuole funzionano senza conoscere la loro situazione strutturale. Riteniamo che aspettare da oltre 5 anni gli studi che riguardano la sicurezza delle scuole, senza avere la certezza dei tempi e impegnando 60.000 euro non è accettabile» attaccano. «La cosa grave è che tutti i ragazzi che frequentano queste scuole sono in strutture di cui non si conosce il grado di sicurezza e non è una preoccupazione campata per aria, come la storia del nostro Comune ci insegna. Questo ritardo, inoltre, ha precluso al nostro Comune la possibilità di accedere ai finanziamenti per gli eventuali lavori di messa in sicurezza. Chiediamo al sindaco di impegnarsi e a rendere pubblici i tempi di consegna e le relazioni allegate» conclude. —

Da. Al.

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