Abbatte un palo in auto e finisce nel canale Ferita un’ottantenne
correggio. Nuovo appuntamento, venerdì 16 alle 21, della rassegna “NelBorgo - Incontri e confronti a Correggio”, con un’intervista di Pierluigi Senatore a Francesco Filippi, storico e scrittore, autore del libro “Ma perché siamo ancora fascisti? Un conto rimasto aperto” (Bollati Boringhieri, 2020).
L’incontro sarà in diretta streaming sul canale YouTube e sulla pagina Facebook della biblioteca “Einaudi”. Dopo il grande successo di “Mussolini ha fatto anche cose buone”, Filippi, ormai riconosciuta voce importante nel dibattito sul fascismo in Italia, dirige ora la sua affilata analisi verso i motivi che hanno portato tanti nostri concittadini a cadere vittime, ancora oggi, di una propaganda iniziata oltre due generazioni fa.
Com’è possibile che dopo tutto quello che è successo – dopo una guerra disastrosa, milioni di morti, l’infamia delle leggi razziali, la vergogna dell’occupazione coloniale, una politica interna economicamente fallimentare, una politica estera aggressiva e criminale, un’attitudine culturale liberticida, una sanguinosa e lunga guerra civile – oggi ci guardiamo intorno, e ci scopriamo ancora fascisti?
Eppure ancora oggi si moltiplicano le svastiche sui muri delle città, cresce l’antisemitismo, un diffuso sentimento razzista permea tutti i settori della società e il passare del tempo sembra aver edulcorato il ricordo del periodo più oscuro e violento d’Italia. Per aiutare a capire perché, Filippi racconta molte cose: com’è finita la guerra, cosa è stato fatto al termine del conflitto, quali provvedimenti sono stati presi nei confronti dei responsabili, cosa hanno scritto gli intellettuali e gli storici e cosa non hanno scritto, cosa è stato insegnato alle nuove generazioni e cosa invece è stato omesso e perché. Soprattutto, mostra come gli italiani si siano autoassolti, senza mai fare davvero i conti con un passato che, infatti, non è passato. —
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