Gazzetta di Reggio

Reggio

l’inchiesta 

Allarme mascherine cinesi Verifiche nelle Ausl emiliane

E.Spa.

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Anche nelle Ausl emiliano-romagnole sono in corso verifiche interne per controllare eventuali giacenze di mascherine cinesi per le quali la Guardia di Finanza di Gorizia ha disposto l’immediato ritiro.

Si tratta di un quantitativo di 250 milioni di Ffp2 e Ffp3, appartenenti a dodici lotti, arrivati dalla Cina in Italia da luglio 2020 ad oggi, in uso a personale sanitario, ma che avrebbero filtraggio inefficace e non garantirebbero adeguata protezione, esponendo al rischio contagio.

Il 31 marzo scorso, nell’ambito di un’inchiesta della procura friulana, i finanzieri hanno sequestrato complessivamente 60 milioni di pezzi in giacenza nei depositi della Struttura commissariale sparsi sul territorio nazionale, mettendo nel mirino i dodici lotti sospetti: facciale Scyfkz N95, facciale Unech KN95, facciale Anhui Zhongnan, facciale Jy-Junyue, facciale Wenzhou Xilian, facciale Zhongkang, facciale Wenzhou Husai, mascherine filtranti Wenzin della Tongcheng Wenzin, mascherine Bi Wei Kang della Yiwu Biweikang, facciale Simfo KN95-Zhyi-Surgika, facciale Wenzhou Leikang, facciale Xinnouzi della Haining Nuozi Medical Equipement. Un consistente quantitativo di dispositivo è stato già bloccato in Puglia, ma tutte le Ausl italiane, comprese quelle emiliano-romagnole, sono state invitate dalla guardia di finanza a verificare la presenza dei lotti sospetti, in modo da bloccarne l’utilizzo.

L’ipotesi più probabile è che si tratti di mascherine contraffatte, con una falsa certificazione Ce2163 (visto che è questo il marchio più utilizzato in Italia per i dispositivi di protezione personale). I dispositivi erano stati validati dal Comitato tecnico scientifico e poi distribuite nelle Asl di tutta Italia.—

E.Spa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google