Allo Spallanzani test per “mixare” i vaccini
Roma. Parte dallo Spallanzani la sperimentazione per ricombinare vari vaccini a partire dal tanto discusso AstraZeneca.
L’annuncio arriva dal direttore sanitario Francesco Vaia che spiega come presto 600 volontari, già vaccinati con Astrazeneca si sottoporranno a seconda dose con altro vaccino. In particolare saranno usati Pfizer, Moderna e Sputnik.
A 150 dei volontari sarà iniettato come seconda dose Pfizer, a 150 Moderna, a 150 il primo Sputnik Ad5 e a 150 Sputnik Ad26. Sputnik infatti è composto da due dosi diverse.
La sperimentazione è parte dell’accordo siglato ieri tra lo Spallanzani e l’Istituto Gamaleya di Mosca.
Saranno due le direttrici dello studio sullo Sputnik per il quale è stato siglato un accordo stamani tra l’istituto Spallanzani è l’Istituto Gamaleya di Mosca. Da una parte si approfondirà l’efficacia del vaccino russo sulle varianti; dall’altra una sperimentazione su 600 volontari già vaccinati con astrazeneca vedrà somministrare loro seconde dosi di altri vaccini, ovvero Pfizer, Moderna e Sputnik.
A presentare l’accordo, il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani Francesco Vaia è l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.
«La sperimentazione partirà dopo l’autorizzazione dell’Aifa – ha spiegato l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato-. Noi siamo pronti a partire già dalla prossima settimana». D’Amato ha detto di aver già informato il ministro Roberto Speranza e con il presidente dell’Aifa Giorgio Palù.
«Astrazeneca è sicuro ed efficace e i cittadini non devono aver paura, ma ci sono molte persone perplesse e anche per questo vogliamo sperimentare la combinazione dei vaccini», ha detto Vaia.
«Quella con l’Istituto Gamaleya è una cooperazione importante che rinforza la ricerca, la conoscenza del virus e il contrasto pandemia», ha aggiunto D’Amato, che considera la sperimentazione su Astrazeneca «importante sia per la turbolenza sulle consegne», sia perché le raccomandazioni date di recente sul siero anglosvedese, «hanno generato un po’ di ansia», cui è giusto rispondere con la ricerca. —
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