Anche i ristoratori reggiani in corteo a Montecitorio
REGGIO EMILIA. Sono partiti da Reggio all’alba su un pullman, e sono arrivati a Roma in tempo per manifestare pacificamente contro le chiusure dei locali. C’erano anche una trentina di baristi e ristoratori reggiani, ieri, al corteo che ha invaso le strade della capitale. La seconda protesta in due giorni dopo quella che, lunedì, si è svolta al grido di “Io apro”. I manifestanti sono partiti dal Circo Massimo e sono arrivati fin sotto Montecitorio. Un fiume di persone – disperate per la situazione presente e preoccupate per il futuro – che hanno chiesto a gran voce una data certa di riapertura: «Qualche parentesi di apertura non può bastare – afferma Fabio Zambelli, presidente Fipe-Confcommercio – Abbiamo bisogno di una data certa per riaprire: ecco il nostro ristoro». A Roma anche Federico Riccò, Paolo Croci e Simone Gazzotti, rappresentanti dell’associazione “Ristoratori reggiani”, che, lunedì, hanno partecipato all’incontro al ministero dell’economia per presentare le proposte elaborate a livello nazionale dalla categoria. —
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