Gazzetta di Reggio

Reggio

Castelnovo monti 

Pietra, stop immediato agli sport estremi

Pietra, stop immediato agli sport estremi

Il Parco nazionale vieta il base jumping e gli eccessi in bici oltre ai mezzi a motore. Consentiti l’alpinismo e lo slackline

2 MINUTI DI LETTURA





Castelnovo Monti. Sicurezza e preservazione dell’habitat: il Parco nazionale ha avviato alcune azioni per incrementa il livello di tutela della Pietra di Bismantova. Ambiente, cultura e sicurezza: sono i tre temi che ridefiniscono l’uso della Pietra dove, d’ora in poi, saranno vietati gli sport estremi, ma anche accessi con le biciclette e, ovviamente (già in essere) con mezzi motorizzati. Di fatto, sono vietati il base jumping e gli eccessi in bici. I mezzi a motore sono già vietati. Consentiti invece l’alpinismo e lo slackline.

«Il Parco nazionale – spiega il direttore, Giuseppe Vignali – è l’ente responsabile della gestione della Zona speciale di conservazione di Bismantova, come definito dalle norme che recepiscono la direttica Cee, ma è anche comodatario della sommità da parte dei Benedettini di Parma. Al nostro ente competono, pertanto, diversi obblighi: di tutela ambientale degli habitat presenti, di sicurezza ed equilibrio degli usi di tipo antropologico culturale» .

Negli ultimi anni sono cambiate sensibilmente le modalità di fruizione della sommità della montagna: da un lato l’avvento di sport estremi come il base jumping (un morto, nel 2018); dall’altro la formazione di piste di percorrenza sul delicato manto erboso a causa della diffusione esponenziale degli e-biker che, peraltro, risalgono lungo sentieri adibiti a chi fa normale escursionismo a piedi, con rischio per la sicurezza delle persone.

«È estremamente importante che il consiglio del Parco si sia espresso in modo unitario a sostegno della tutela della sommità della Pietra di Bismantova – dice Robertino Ugolotti, consigliere dell’ente –. Questo monumento ambientale è un bene prezioso da preservare come luogo dove bellezza, sacralità e unicità siano garantite e lasciate alle generazioni future. Un dono che abbiamo ricevuto e abbiamo il dovere di mantenere intatto».

«Dal punto di vista ambientale la sommità di questo straordinario massiccio roccioso alto 1041 metri – spiega Francesca Moretti, tecnico del Servizio conservazione della natura del Parco nazionale – comprende 3 habitat unici, tra i quali una formazione erbacea pioniera particolarmente vulnerabile in quanto estremamente frammentata e legata a particolari condizioni ecologiche, ginepreti e praterie che ospitano specie di uccelli di particolare interesse che qui nidificano (tottavilla, averla piccola, succiacapre) o il raro picchio muraiolo. Questo sito di interesse comunitario ha un titolo di protezione speciale». A breve saranno posizionati i cartelli che, di fatto, tutelano l’ambiente e l’incolumità delle persone. Dal Parco nazionale si ricorda inoltre che la stessa istitutiva dei parchi nazionali prevede la tutela anche di valori storici, antropologici e culturali di queste aree. Il comodato d’uso redatto tra Benedettini di Parma e Parco nazionale per la tutela della sommità della Pietra, validato anche dal comitato etico, esclude l’uso per finalità economiche o non consone alla tradizionalità del luogo. –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google