Spaccio al parco Denunciato uno studente 16enne tradito dal cellulare
I carabinieri hanno trovato la droga nelle tasche del giovane L’esame dello smartphone ha confermato la sua attività
REGGIO EMILIA. Anziché passare il suo tempo sui libri, a studiare, stazionava nel parco del Gelso, accanto alla rotonda del quartiere Orologio, a spacciare marijuana ai suoi coetanei, studenti come lui. Se la cronaca dell’ultimo anno, caratterizzato dalla pandemia Covid e dall’apertura a singhiozzo delle scuole superiori, ha restituito la fotografia di adolescenti allo sbando - tanto da indurre la questura di Reggio Emilia a lanciare un programma di prevenzione sulla devianza giovanile - quest’ultimo episodio dell’Arma è l’ennesima conferma dell'inquietante fenomeno di pusher sempre più in erba.
I carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Emilia hanno denunciato al Tribunale per i Minorenni un sedicenne reggiano con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Rintracciato anche l’acquirente che, sentito dai militari, ha confermato essersi rifornito dal minore di marijuana almeno in una decina di occasioni.
I fatti risalgono a due sere fa quando una pattuglia dell’Arma, durante un servizio di controllo del territorio, ha notato all’interno del parco pubblico cittadino un giovane; poiché l’orario (era già calato il sole) e il luogo (un’area verde deserta) erano singolari, i carabinieri hanno fermato e identificato il sedicenne, che di fronte ai controlli ha mostrato una evidente preoccupazione e un crescente nervosismo. All’invito a consegnare eventuale stupefacente in suo possesso, il ragazzo ha estratto dalla tasca dei pantaloni due bustine, consegnandole ai militari: in totale una quindicina di grammi di marijuana. A quel punto il minorenne è stato condotto in caserma dove poco dopo è stato raggiunto dalla madre, avvisata dai militari e alquanto sorpresa.
Negli uffici l’esame dello smartphone del ragazzo ha fatto emergere alcuni messaggi che, seppur scritti in maniera criptica, potevano essere riconducibili a pregresse cessioni di stupefacente. I messaggi “incriminati” su WhatsApp erano rivolti a un altro minore, che è stato identificato e convocato al comando: lì il coetaneo ha ammesso di essersi rivolto al sedicenne per acquistare marijuana, come aveva fatto almeno una decina di altre volte negli ultimi tempi. Il sospetto di un’attività illecita di spaccio non sporadica, ma continuativa nel tempo, è stato confermato dal cliente coetaneo. La perquisizione domiciliare nell’abitazione di famiglia dello studente ha consentito di trovare ulteriori riscontri: nella cantina è saltato fuori un bilancino di precisione con tracce di marijuana sul piatto di pesatura, tra lo sconcerto degli ignari genitori. Alla luce degli elementi acquisiti il 16enne è stato denunciato al tribunale dei Minorenni. —
Ambra Prati
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