Bonterre, ok all’ampliamento «Su Ferrarini nessun taglio»
Lettera inviata ai parlamentari dalle Rsu dell’azienda: «Riducono il 50% di noi» Replicano le coop: «Affermazioni infondate, a Reggio via libera al nuovo sito»
REGGIO EMILIA. Botta e risposta sul futuro dei dipendenti Ferrarini, mentre dal Comune di Reggio Emilia arriva il via libera all’ampliamento dello stabilimento di Bonterre e Grandi salumifici italiani in via Due Canali (l’ex Unipeg), che potrebbe rientrare nella complessa partita del salvataggio del marchio. In una nota, infatti, Bonterre e Opas – che hanno presentato una proposta di concordato per Ferrarini – rassicurano i suoi lavoratori «in merito alle affermazioni infondate e allarmistiche inerenti una presunta, e inesistente, riduzione dell’organico prevista nella proposta concordataria». Il riferimento è alla lettera inviata ad alcuni parlamentari dai dipendenti Ferrarini che, tramite cinque rappresentanti di fabbrica aziendali, hanno spiegato come, in base alle proposte di salvataggio fin qui arrivate – l’altra è quella del gruppo Pini-Amco – il gruppo perderebbe «oltre 250 posti di lavoro, pari a più del 50% dell’occupazione attuale». Lettera inviata a Michele Anzaldi di Italia Viva, Filippo Gallinella e Carlo Ruocco del Movimento 5 stelle, Massimo Ferro di Forza Italia e Giulio Centemero della Lega. A stretto giro è arrivata la replica di una delle due cordate tirate in ballo, cioè quella formata da Bonterre-Gsi e dalla cooperativa Opas (l’organizzazione che rappresenta i produttori e gli allevatori di suini). «La nostra proposta concorrente – assicurano – non prevede tagli dell’occupazione e men che meno decapitazioni di 250 posti di lavoro o altre cifre assurde. Non riusciamo a spiegarci la fonte di queste falsità che non solo ci offendono, ma che riteniamo siano state create per allarmare i lavoratori e strumentalizzarli contro la nostra proposta, seria e ben finanziata: sono stati messi sul piatto subito 60 milioni di soldi veri, non promesse e parole per il futuro».
Bonterre e Opas ricordano che il loro fine è «garantire la continuità produttiva e l’occupazione». Non solo. Nella replica spiegano che già a gennaio scorso il Comune di Reggio ha accolto «il progetto di ampliamento del nostro stabilimento di via Due Canali presentato come parte essenziale del rilancio di Ferrarini. Esso permetterà di far fronte all’inevitabile chiusura dello stabilimento di Rivaltella, inadeguato e oggetto tra l’altro di recente di esecuzione forzata da parte di diversi creditori della proprietà Ferrarini». Sul finale, sottolineano «la responsabilità costante verso i lavoratori, che siamo in ogni momento pronti a incontrare, con le loro rappresentanze sindacali, per fornire ogni elemento utile e le spiegazioni che richiedessero».
Confronto senza esclusioni di colpi, in attesa di sapere quale sarà l’esito del concordato che tiene in sospeso una partita di importanza capitale per Reggio. —
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