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la decisione  

Da oggi gli obesi rientrano nella categoria dei vulnerabili

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REGGIO EMILIA. «Nella categoria delle persone estremamente vulnerabili che dovranno ricevere il vaccino anti-Covid il prima possibile abbiamo inserito anche le persone obese di qualunque età, che sono estremamente a rischio». Così Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche della salute, durante la conferenza indetta ieri per fare il punto sull’andamento della campagna vaccinale in Emilia-Romagna. Per questo motivo la Regione ha lanciato una iniziativa, al momento unica in Italia, che verrà proposta nei prossimi giorni alle farmacie: «Alle persone sarà data l’opportunità di misurare, sotto la supervisione del farmacista, il proprio indice di massa corporea e se questo indice sarà di 35 e oltre potranno già prenotare il vaccino», spiega Donini.

La campagna vaccinale della Regione si concentra su due obiettivi principali: entro la prima settimana di maggio l’immunizzazione totale degli over-80 (che al momento hanno ricevuto la prima dose nell’85% dei casi e la seconda nel 50%), ed entro la fine del mese la somministrazione della prima dose per tutti i soggetti estremamente vulnerabili e i disabili gravi. A vaccinare queste categorie saranno ovviamente le Aziende sanitarie locali, utilizzando i vaccini Pfizer-BionTech e Moderna.

Proseguono anche le prenotazioni e le vaccinazioni per le persone dai 70 ai 79 anni (con Astrazeneca) e quelle ai genitori, tutori o affidatari dei minori di 16 anni estremamente vulnerabili (cioè quei minori che non possono essere vaccinati per mancanza di vaccini indicati per la loro fascia d’età) con Pfizer e Moderna.

Si procede anche con le vaccinazioni a domicilio per anziani, disabili gravi e altri patologici a forte rischio, impossibilitati a recarsi nei punti vaccinali. Per la somministrazione a conviventi e caregiver, comprese le assistenti familiari, di persone con disabilità gravi o patologie estremamente vulnerabili la data di inizio prevista è la prima settimana di maggio, quando arriveranno le nuove forniture di vaccino: i primi ad essere chiamati saranno gli ultrasessantenni, dal momento che il prodotto che al momento si prevede che possa essere utilizzato è Astrazeneca.

E continua la somministrazione del vaccino per il personale sanitario. Al momento ha ricevuto una dose di vaccino l’84,7% degli infermieri, l’88,1% dei medici di famiglia, l’87,7% degli altri medici e il 78,6% degli operatori socio-sanitari (Oss). Un’adesione massiccia, ma anche in ragione dell’obbligatorietà stabilita dal governo.

«Il vero grande problema – ha affermato Donini – resta la carenza di dosi, con le aziende produttrici che non riescono a rispettare gli accordi presi e gli stop cautelativi, ultimo quello di Johnson&Johnson, che se da una parte confermano la massima attenzione della scienza sul fronte della sicurezza, dall’altra ci impediscono di programmare un calendario ben definito». —

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