Gazzetta di Reggio

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Bolognesi (familiari delle vittime) 

«Epocale il processo sulla strage di Bologna In vista nuovi spunti»

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BOLOGNA. Il processo sui mandanti della strage del 2 agosto 1980, che inizierà domani e vede imputati il killer reggiano 67enne Paolo Bellini (considerato dagli inquirenti il quinto esecutore dell’attentato legato all’estremismo nero), Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia, «potrebbe far emergere nuovi spunti investigativi, anche relativi a fatti non strettamente legati» all'attentato alla stazione di Bologna.

Ad ipotizzarlo è il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime dell'attentato – Paolo Bolognesi – che fa capire di attendersi molto dal procedimento che sta per iniziare in Corte d'assise a Bologna.

Bolognesi, tuttavia, non nasconde che sarà un procedimento molto complesso, visto che «è quasi diviso in tre filoni: da un lato c'è Bellini, accusato di essere uno degli esecutori della strage, dall'altro abbiamo Segatel, ritenuto un depistatore, e dall'altro ancora Catracchia, che è imputato per false informazioni al pm». Tre filoni che però, chiosa, «riconducono tutti alla strage del 2 agosto». Sul punto, Bolognesi osserva con soddisfazione che «finora non sono state tirate in ballo piste alternative come quella palestinese: è un buon segno, forse in questo processo riusciremo a fare un salto di qualità nella discussione».

Dice la sua anche sulla conclusione delle indagini nei confronti di sei testimoni del processo di primo grado a Gilberto Cavallini, tra cui gli ex Nar Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini- accusati di falsa testimonianza (e, nel caso di Fioravanti, anche di calunnia) per quanto detto durante le loro deposizioni. «Forse – conclude Bolognesi – ora la smetteranno, una buona volta, di mentire, e magari in futuro preferiranno non rispondere alle domande, anzichè raccontare bugie» .

I tre ex Nar sono stati già condannati in via definitiva per la strage e ora rischiano un nuovo processo, al pari di Elena Venditti (ex fidanzata di Ciavardini), Giovanna Cogolli (all’epoca militante di Terza Posizione) e infine Stefano Sparti. —

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