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CORREGGIO, L’EX FORZA ITALIA 

Nanetti: «Esco da questa Lega di cui ora mi vergogno»

M.G.
Nanetti: «Esco da questa Lega di cui ora mi vergogno»

«Il partito di Salvini è al governo con chi ha manganellato i manifestanti a Roma  Io non c’entro niente. Valuto d’iscrivermi a Fratelli d’Italia, i soli rimasti coerenti»

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CORREGGIO. «Esco dalla Lega, di cui ora mi vergogno». Messaggio molto esplicito, quello con cui Andrea Nanetti annuncia l’abbandono del Carroccio. Nei prossimi giorni incontrerà Alberto Bizzocchi, referente provinciale FdI, suo nuovo approdo. Ex esponente di Forza Italia, autore di mozioni sulla “torrida” vicenda En.Cor, noto anche per essere il presidente Aeac (Associazione esposti amianto Correggio, coinvolta in un’altra “storica” battaglia locale), ora Nanetti compie una scelta politica. E lo fa dopo la manifestazione di Roma. «Per #ioApro, madri e padri di famiglia disperati e disarmati chiedevano solo di lavorare – afferma –. Il governo li ha fatti manganellare e ha respinto emendamenti FdI come quello per la devoluzione delle risorse cashback (la guerra al contante) in aiuto dei lavoratori in miseria. E la Lega s’è astenuta. Lunedì hanno impedito di manifestare, demonizzando e bloccando l’arrivo di decine di pullman, come nei regimi. Questa repressione ricorda quella del governo comunista nella Ddr, la Repubblica democratica tedesca. Di democratico c’era solo il nome, come ora in Italia. Ho partecipato alle manifestazioni #ioApro in Emilia che la Lega appoggiava, a parole. Ma ora, nel governo repressivo, per 4 poltrone minoritarie c’è pure Salvini. Non è più la “mia” Lega. Nel 2018 aderii ad un partito sovranista, “elezioni subito” “Mai con il Pd”. L’abbiamo dimenticato? Io no. Al teatrino Lega, che governa con le finte sinistre e, contemporaneamente, le critica, non ci casco. Sono stato a fianco dell’ex “capitano” molte volte, scortandolo in Emilia. Per cui ho rischiato, come nel luglio 2019 a Modena, quando ho subito un agguato (in 7 contro me). È in corso il processo (prossima udienza il 1° giugno). Poi scritte minatorie sui muri e le minacce di morte per posta. Per ciò in cui credo sono disposto a rischiare, ma per i complici dell’oppressione ai più deboli, no. Oggi, con l’alibi dell’emergenza nazionale, Salvini (ma si legge Giorgetti) governa sotto Draghi, e con quel Pd rimasto fedele alla politiche liberiste (non libertarie). Io con un partito così non c’entro niente. E ho buttato la tessera. Valuterò di iscrivermi a Fratelli d’Italia, unica forza parlamentare che s’oppone, la sola rimasta coerente. Questa nuova Lega europeista sembra una variante mutata del Pd». —

M.G.

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