Partigiano diffamato, il giudice dice no al convegno riparatore
Tadolini, difensore dello scrittore Stella, proponeva una «conciliazione pubblica» Anche l’avvocato della famiglia di Amleto Paderni aveva respinto la proposta
REGGIO EMILIA. È accusato di aver diffamato la memoria di un partigiano e per evitare il processo ha proposto di risolvere la questione tramite una «conciliazione pubblica», organizzando cioè un convegno sull’omicidio di cui il partigiano fu accusato e assolto. Una via stretta intrapresa dallo scrittore romagnolo Gianfranco Stella tramite il suo avvocato, Luca Tadolini. Conciliazione respinta ieri dall’avvocato di parte civile, Ernesto D’Andrea, così come dal giudice del tribunale di Ravenna, che ha così avviato l’istruttoria. Lo scrittore deve rispondere infatti dell’accusa, formulata dal pm Antonio Vincenzo Bartolozzi, di diffamazione a mezzo stampa per aver offeso la reputazione di Amleto Paderni – scomparso nel 2005, ex comandante partigiano nonché sindaco di Scandiano, dove viveva, dal 1964 al 1972 – attraverso il libro “Compagno Mitra. Saggio storico sulle atrocità partigiane”. Un libro presentato anche a Reggio Emilia, nel 2018, nella sala dell’hotel Posta, evento che aveva richiamato molti esponenti e militanti della destra reggiana. A sporgere la querela contro il 74enne autore ravennate la vedova di Paderni, Tilde Cigni, e le figlie Maria Teresa e Donata. Nel libro, stampato a Ravenna e pubblicato nel 2018, Stella ha descritto Paderni come il mandante dell’omicidio del medico condotto e concittadino di Arceto di Scandiano, Luigi De Buoi nel maggio del ’45, perché gli avrebbe negato un certificato d’esenzione per la chiamata al servizio militare. Aggiungendo inoltre che usufruì dell’amnistia al processo. Tesi falsa, come già detto da D’Andrea, avvocato che tutela la famiglia di Paderni, perché il partigiano non usufruì dell’amnistia, nonostante avesse potuto farlo, sottoponendosi al processo in cui venne assolto anche in Appello dalla Corte di Bologna nel 1951, per non aver commesso il fatto. L’idea di Tadolini è invece quella di ripercorrere la tappe dell’omicidio, già risolta in sede giudiziale, e che per l’avvocato della famiglia non è segno di conciliazione. Sfoltita poi la lista dei testi. Per la parte civile c’è il presidente dell’Anpi di Reggio, Ermete Fiaccadori. Per la difesa Laurenzia Azzolini, presidente dell’associazione culturale che ha organizzato la presentazione del libro a Reggio Emilia, e il giornalista reggiano Pierluigi Ghiggini. —
Enrico Lorenzo Tidona
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