Stop alle bici sulla Pietra Il Parco si difende dalle critiche
In tanti non hanno apprezzato la decisione di divieto di accesso alla sommità Il presidente: «È un ambiente delicato e rischia di diventare un circuito»
Castelnovo Monti. Hanno suscitato molte reazioni le nuove limitazioni per alcune tipologie di utilizzo sulla Pietra di Bismantova, annunciate nelle scorse ore dal Parco nazionale. Se per il divieto di fare lanci con il paracadute dalla sommità nessuno ha avuto nulla da ridire, ha suscitato quasi una sollevazione popolare il divieto di salire in mountain bike o e-bike fino al piano sommitale.
«Un bel modo di promuovere il territorio», «Così sì che si incentiva il turismo», «Così chiudiamo la Pietra sotto una cupola»: è questo il tono, spesso sarcastico, di tantissimi messaggi arrivati a commentare sui social questo divieto. Una scelta che viene però difesa dal presidente del Parco nazionale, Fausto Giovanelli: «In bicicletta ci si può spostare su tutti i 26mila ettari del Parco: parliamo di un divieto che riguarda 4 ettari, e che ha comunque delle motivazioni».
«Chiariamo un aspetto – sottolinea – il Parco e anche il sottoscritto, non sono assolutamente contro l’uso delle bici sul territorio. Anzi, lo stiamo promuovendo e incentivando: stiamo realizzando nuovi percorsi, come il “Cusna Ronda”, stiamo investendo per la fruizione ciclistica della via Matildica del Volto Santo, abbiamo in diversi punti allestito colonnine di ricarica per le e-bike, e abbiamo acquistato e distribuito a diversi operatori e centri visita 60 biciclette per fruire di questi percorsi. Personalmente da anni vado in bici e sono io per primo un appassionato. Ma la Pietra è un ambiente molto delicato che pone degli ostacoli oggettivi».
«Intanto i sentieri di accesso sono tutti alquanto stretti, se si incrociano un pedone e una bici non passano in contemporanea. Inoltre – fa notare – oggi non sono molti quelli che salgono fino alla sommità in bici, ma abbiamo la percezione che potrebbe esserci una crescita esponenziale, anche attraverso il diffondersi delle e-bike che stanno consentendo a molte più persone di affrontare anche percorsi molto impervi. Inoltre il manto erboso sul pianoro sommitale è particolare e molto delicato: una fruizione ciclistica diffusa potrebbe davvero incidere negativamente. C’è poi un aspetto, potremmo dire, culturale e tradizionale: la salita alla Pietra è un modo di godere dell’ambiente in modo molto diretto, in un ambiente di quiete, non possiamo pensare che un domani si crei anche una sorta di “circuito” in cui passano a ripetizione decine di bici. Ci sono moltissimi altri spazi e percorsi per questo tipo di fruizione che, lo ripeto, come Parco assolutamente incoraggiamo». «Si può comunque sempre arrivare alle pendici della Pietra e salire a piedi in 10-15 minuti, non mi pare sia un divieto così liberticida» conclude il presidente del Parco. —
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