Nasce un grande parco da 775mila euro
Via libera al piano esecutivo per la riqualificazione dell’area verde Le Pradelle, con ciclabili, fitness e pista skate
reggiolo. «C’è un grande prato verde dove nascono speranze», cantava Gianni Morandi, che a Reggiolo non saranno «i ragazzi» della canzone d’atan, ma la «sostenibilità ambientale» dell’intero nucleo urbano, realizzata attraverso la riqualificazione del parco delle Pradelle, appunto un enorme prato verde.
Di che si tratta? Del progetto esecutivo, firmato dall’architetto Laila Filippi di Rimini, già messo a gara dal Comune, per la trasformazione di quegli undicimila metri quadrati di campo incolto, più basso del livello stradale di un paio di metri, utilizzato fino a oggi come parcheggio provvisorio in occasione di fieri e mercati, collocato nella zona più antica, preziosa e bella del paese e quindi vincolato dalla Soprintendenza: adiacente alla rocca, con ingresso di fronte alla settecentesca villa Fassati, uno degli edifici storico-monumentali del paese della quale l’area era pertinenza.
«Ciò che è nostra intenzione realizzare – spiega il sindaco Roberto Angeli – al termine del processo di partecipazione che ha coinvolto i cittadini, è un parco urbano nel cuore antico del paese, in grado di ospitare più funzioni ludico-sportive e di connettere attraverso percorsi pedonali e per le biciclette, quindi di mobilità sostenibile, il nuovo parcheggio da cento posto che realizzeremo a sud del parco con il centro storico. Il parco delle Pradelle diventerà, così, il biglietto da visita di Reggiolo». La realizzazione ex novo del parco entra negli interventi di recupero post terremoto del 2012 ed è stata interamente finanziata dalla Regione con 775mila euro.
Il futuro parco corre di fianco a via Cantone per una lunghezza di 175 metri. L’idea di fondo è quella di riportare il terreno a quella che era la sua funzione originaria: un grande prato a disposizione di villa Fassati , con aree alberate, altre fiorire, con l’orto botanico e l’area umida. «Questo perché – spiega Angeli – proprio a causa del vincolo della Soprintendenza la possibilità di trasformazione è limitata».
Il dislivello tra il piano della strada e il parco non verrà colmato ma verrà realizzata una scarpata di terra armata sulla quale crescerà l’erba. Sul lato a est, verso via Roma, la scarpata prenderà la forma di un anfiteatro a gradoni, realizzati sempre in terra rinforzata e con erba, che servirà sia per eventi all’aperto sia per accogliere i frequentatori del parco. Lungo il percorso ciclopedonale che costeggerà tutto il perimetro delle Pradelle (pista che si congiungerà a quella che attraversa il centro) verranno realizzate due aree fitness e wellness con attrezzi per fare ginnastica all’aria aperta mentre l’ultimo tratto della pista ciclabile, verso ovest, lungo un vialetto parallelo, sarà lo spazio dedicato a una pista di skate o per le evoluzioni in bicicletta .
Ovviamente, il parco avrà arredi: panchine, cestini, aree relax, una nuova illuminazione a led, boschetti, siepi, cespugli fioriti, tratti di stra alberati, e la scelta dovrà cadere solo su essenze autoctone. Di particolare complessità l’impiantistica che prevede, tra l’altro, tre differenti tipologie di irrigazione per prato, per aiuole e per l’anfiteatro in erba. —
Cristina Orsini
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