Società “interdetta” perde tre ricorsi al Tar
Il tribunale di Parma ha respinto le istanze intentate dalla reggiana “Rc impianti immobiliare” contro Comune e Prefettura
reggio emilia. Il Tar di Parma ha respinto tre ricorsi della società reggiana “Rc impianti immobiliare Srl” che, dopo il provvedimento di esclusione dalla white list emesso dalla prefettura in ragione «della ritenuta sussistenza di un pericolo di infiltrazione mafiosa», aveva impugnato davanti ai giudici amministrativi l’interdittiva antimafia e gli atti conseguenti dell’autorità anticorruzione.
La società chiedeva l’annullamento “previa sospensiva degli effetti” ma il tribunale, accogliendo le tesi difensive proposte dai diversi enti – fra cui il Comune di Reggio Emilia patrocinato dall’avvocato Berenice Stridi dell’Avvocatura comunale – ha confermato la validità degli atti. Diversi dunque i ricorsi sui quali si è pronunciato il Tar.
Nel primo la Rc impianti immobiliare aveva chiamato in causa Comune, ministero dell’Interno, Prefettura di Reggio, Camera di commercio di Reggio, e l’Ente nazionale anticorruzione chiedendo la sospensiva degli effetti della la nota del dicembre 2020 con cui la Prefettura aveva comunicato il rigetto dell’istanza di iscrizione nella white list presentata dalla società, con la conseguente cancellazione della stessa dall’elenco delle imprese richiedenti l’iscrizione. Nello stesso ricorso la Srl chiedeva anche la sospensiva del verbale del Gruppo interforze e della determinazione del Conservatore del registro delle imprese di iscrizione d’ufficio nel Rea, della cessazione di diverse attività secondarie dell’impresa e della nota del Comune relativa al possibile rigetto della richiesta di permesso di costruire sei case a schiera in via Beethoven, a Massenzatico.
Questo primo ricorso è stato respinto dal Tar di Parma sul presupposto “dell’adeguata ed esaustiva motivazione dell’Informativa antimafia” e del “pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata”, condannando la Srl al pagamento delle spese di lite.
Con un secondo ricorso presentato invece quest’anno la società aveva poi chiamato in causa ancora una volta Comune e Prefettura impugnando il provvedimento del servizio Rigenerazione urbana del dicembre 2020 con il quale si comunicava il possibile rigetto della richiesta di proroga dell’inizio lavori per la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) relativa alla ricostruzione di un fabbricato rurale in via Giordano Bruno, in città.
Nello stesso ricorso la Rc impianti immobiliare si è opposta anche al successivo provvedimento del Comune, con il quale è poi stata effettivamente revocata quella Scia, e alla delibera di Giunta circa le modalità procedurali di intervento, con procedura antimafia verso i permessi di costruire. Ma anche su questo punto il Tar ha respinto l’istanza per “difetto dei presupposti di legge”.
Respinto infine anche un terzo ricorso con il quale la Srl ha chiamato in causa ancora il Comune e la Prefettura chiedendo la sospensione della revoca della Scia e di una serie di altri atti conseguenti, compreso lo stop degli effetti del Protocollo di legalità siglato fra i due enti nel 2015.
Ma secondo il Tar l’amministrazione comunale ha “adottato l’atto impugnato come dovuta conseguenza dell’interdittiva antimafia” emanata dalla Prefettura nei confronti della ditta ricorrente, condannando anche in questo caso la società al pagamento delle spese di lite. —
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