Un convegno per ricordare il medico Andrea Farioli
Ricercatore e docente all’università di Bologna, è morto a 38 anni un anno fa Il papà e la sorella: «Ogni giorno cerchiamo di fare tesoro di cosa ci ha insegnato»
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. È passato un anno dalla scomparsa del professore reggiano Andrea Farioli, ricercatore e docente dell’Università di Bologna e medico epidemiologo del Sant’Orsola Malpighi di Bologna, morto nel sonno il 16 aprile 2020 a soli 38 anni per un improvviso arresto cardiaco.
A ricordarlo non è soltanto la famiglia con un’accorata lettera del papà Tiziano e della sorella Tiziana, ma lo stesso ateneo bolognese e la Siml (Società italiana di medicina del lavoro) del cui direttivo nazionale era membro Farioli. In sua memoria è stata organizzata per oggi la “Prima conferenza annuale intitolata ad Andrea Farioli in Epidemiologia occupazionale”. Per dare il giusto merito alla figura eminente del giovane ricercatore reggiano, nel corso della conferenza è anche previsto un suo ricordo da parte dei colleghi. «Andrea Farioli – si legge sulla locandina del convegno in programma a Bologna – era un brillante ricercatore. La conferenza annuale è stata istituita dai suoi colleghi, assieme alla Società italiana medicina del lavoro, per onorare e ricordare il suo lavoro e il suo contributo alla scienza, in particolare all’epidemiologia occupazionale». La prematura scomparsa di Farioli a distanza di un anno non ha cancellato il dolore in quanti l’hanno conosciuto e hanno avuto modo di lavorare con lui. Al rimpianto degli amici e dei colleghi si affianca quello del papà Tiziano e della sorella Tiziana con un affettuoso ricordo: «A un anno dalla prematura scomparsa del nostro amato Andrea – scrivono – vogliamo ricordarlo con uno dei più importanti insegnamenti che ci ha lasciato: esserci per gli altri. Andrea ha trascorso la sua vita guidato dall’ideale di essere d’aiuto per il prossimo, distinguendosi per la sua sincera generosità e disponibilità. Grazie alla sua spiccata intelligenza ed insaziabile curiosità per tutto ciò che lo circondava ha vissuto pienamente e intensamente, raggiungendo fin da giovanissimo importanti traguardi».
Nato ad Assisi nel 1981, era rientrato a Reggio con la famiglia nel 1996, e si era laureato in medicina nel 2008. Professionalmente è stato un brillante docente e ricercatore; la sua attività ha spaziato dalla salute pubblica, alla medicina clinica e alla epidemiologia occupazionale. Le numerose pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali, i costanti rapporti di ricerca con l’Università di Harvard, l’attività operativa con la Società italiana di medicina del lavoro, con la Società italiana di epidemiologia, con il Global burden of disease initiative, oltre altri, sono la testimonianza del suo grande valore scientifico.
«Ogni giorno – concludono il papà e la sorella, con immenso amore – portiamo con noi il tuo ricordo, cercando di fare tesoro di tutto ciò di cui tu sei stato ammirevole esempio». —
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