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EDUCAZIONE E SALUTE 

Bimbi diabetici fuori da scuola? Ora non potrà più succedere

Bimbi diabetici fuori da scuola? Ora non potrà più succedere

In seguito a un caso che si era verificato in un asilo dell’Appennino reggiano Provincia e Ausl hanno messo a punto nuove procedure in ambito scolastico 

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REGGIO EMILIA. Mai più bambini con diabete respinti da una scuola. Grazie al confronto avviato dalla Provincia di Reggio sulle problematiche legate alla necessità di somministrare farmaci in orario e ambito scolastico - all'indomani di un caso verificatosi in un asilo dell’Appennino, che aveva una evidenziato una carenza normativa a livello nazionale - è stata ora individuata una nuova procedura di presa in carico del bambino con diabete e il suo inserimento garantito in ogni scuola.

Messa a punto dall’Ausl in collaborazione con le associazioni per portatori di diabete, la nuova procedura rappresenta un ampliamento del protocollo promosso dalla stessa Provincia nel 2014, dopo un lungo e proficuo confronto anche con le associazioni delle famiglie, per dare risposta alla necessità di somministrazione di farmaci a scuola in collaborazione con gli insegnanti. «Siamo finalmente arrivati alla condivisione di una procedura operativa indispensabile per coniugare il diritto all’educazione e quello alla salute per tutti i bambini, nel rispetto del ruolo del personale scolastico -–dichiara il presidente della Provincia Giorgio Zanni –. L’obiettivo comune è, da sempre, quello di garantire l’accesso al sistema educativo a tutti i bambini. Il protocollo del 2014 si arricchisce oggi di una nuova procedura messa a punto in base alle nuove tecnologie e alla sinergia già sperimentata tra sistema sanitario e sistema scolastico».

L’inserimento e la gestione di un bambino affetto da diabete pongono spesso specifiche criticità. Le problematiche sono particolarmente sentite dai genitori e dai bambini stessi per le necessità che il controllo della malattia comporta in ambito scolastico. Ma preoccupazioni sono generalmente espresse anche dal personale scolastico, sia per la scarsa chiarezza dei compiti e delle responsabilità in questo ambito, sia per la mancata conoscenza della patologia e delle problematiche connesse. D’altra parte, l’inserimento, già a partire dall’età prescolare, è molto importante per il corretto sviluppo psicologico e sociale del bambino. La nuova procedura è stata costruita partendo dalle situazioni di maggiore criticità e dalle esperienze vissute nella scuola da genitori e insegnanti, analizzando il materiale normativo, epidemiologico e scientifico oggi disponibile, le procedure recentemente elaborate in altre aziende sanitarie.

«Un passo avanti importante, nato da un episodio accaduto nella nostra provincia, che ha immediatamente attivato una interlocuzione proficua con Ausl e Ufficio scolastico», sottolinea la vicepresidente della Provincia con delega all’Istruzione Ilenia Malavasi, soddisfatta «per un risultato, il cui merito va a quanti hanno lavorato per trovare una soluzione sostenibile»: «Insieme abbiamo raggiunto un obiettivo importante, tutelando il diritto all’istruzione e garantendo il diritto alla salute, proprio in un momento in cui la pandemia ha rimarcato il valore della scuola e della salute come fondamenti del nostro vivere comune». Di «importante traguardo per i bimbi con diabete per tutto il mondo della scuola» parla anche la direttrice generale Ausl, Cristina Marchesi, per la quale «questo nuovo documento, costruito partendo dalle situazioni di maggiore criticità e dalle esperienze positive e negative vissute nella scuola da genitori e insegnanti, consentirà ora, prima di tutto ai bambini, di vivere la scuola con maggiore serenità e senso di inclusione e appartenenza». «Un prezioso lavoro di cui desidero ringraziare personalmente tutti i professionisti sanitari, gli insegnanti, i genitori ed i rappresentanti delle associazioni», conclude Marchesi. —

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