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Iotti: «La Provincia non può chiamarsi fuori dalla via Emilia bis»

Da.Al.

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SANT’ILARIO. «Variante alla via Emilia di Calerno, intervenga la Provincia». È quello che chiede l’opposizione in consiglio comunale. «Sulla questione c’è una protagonista che rimane in silenzio: la Provincia. Una protagonista fondamentale che si è assunta importanti impegni, spesso procrastinati nel tempo».

È quanto afferma Alberto Iotti, capogruppo di Alternativa Civica per Sant’Ilario e Calerno. La Provincia nel 2008 ha redatto il progetto preliminare della variante di Calerno, sulla quale è stato ottenuto il consenso della Regione dal punto di vista ambientale. Successivamente, nel 2016, la Provincia ha stipulato un accordo con il Comune di Sant’Ilario per procedere nella progettazione, passo fondamentale per richiedere il finanziamento dell’opera. Nel programma triennale delle opere pubbliche 2021-2023 la Provincia indica un importo di 6.400.000 euro per la realizzazione della variante di Calerno nel 2023.

«Dal 2016 tutti gli impegni sono rimasti sulla carta – denuncia Iotti – in particolare quelli previsti nell’accordo con il Comune. L’unico passo concreto riguarda la progettazione e il finanziamento della rotonda su via Razza, pomposamente e impropriamente presentata come il primo stralcio della variante, che in realtà servirà soprattutto per i camion dell’adiacente cava di ghiaia». «Ora si presenta l’ipotesi – prosegue – di delegare ad Anas la realizzazione dell’opera, spostandola in un tempo indefinito e togliendosi ogni responsabilità. Delegare ad Anas significa spostare la soluzione del problema di almeno dieci anni, come dimostra la vicenda del prolungamento della tangenziale nord di Reggio. Dal centro di Calerno passerebbero almeno altri 60 milioni di automezzi, con quel che significa in termini di inquinamento, di sicurezza e di qualità della vita». E ancora: «Si tratta di un’opera lunga 2,9 chilometri, del costo di 6,5 milioni e che unisce due strade provinciali. La Provincia non può ora tirarsene fuori. Prima di tutto bisogna procedere rapidamente con la progettazione definitiva dell’opera, utilizzando anche i 200.000 euro che residuano dalla rotonda di via Razza. Con il progetto occorre cercare finanziamenti regionali o statali più veloci di quelli Anas, non escludendo anche la compartecipazione della Provincia stessa e del Comune, per il quale l’opera è strategica. Chiediamo alla Provincia e al Comune coerenza con quanto affermato, assumendosi le responsabilità che loro competono» conclude Iotti. —

Da.Al.

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