La sindaca: «Vogliamo giustizia» Il Comitato: «Riaffiora la rabbia»
I rappresentanti del Comune e della comunità rievocano a fine udienza quei terribili momenti: «Tutto vissuto purtroppo sulla nostra pelle»
brescello. Tre anni fa era una semplice cittadina chiamata ad affrontare i pesanti danni lasciati dal passaggio dell’Enza all’interno della propria abitazione, ieri ha presenziato in tribunale in qualità di sindaca, per tutelare gli interessi della comunità che rappresenta. Elena Benassi ha seguito con attenzione l’udienza di ieri e al termine ha fatto il punto sulle aspettative che l’ente e i cittadini ripongono in questo procedimento. «Siamo soddisfatti – commenta la prima cittadina brescellese, con a fianco l’avvocato Salvatore Tesoriero che rappresenta il Comune come parte civile – anche perché non era scontato che l’esito fosse quello che tutti auspicavamo. Ora ci daremo appuntamento all’anno prossimo per entrare nel vivo del dibattimento che sarà sicuramente molto interessante, perché vedrà l’audizione di tanti testimoni che racconteranno la propria esperienza. Anch’io mi aspetto giustizia ed è quello che la comunità tutta ci chiede». Elena Benassi non ha mai fatto mistero delle ripercussioni che l’alluvione ha avuto, anche negli anni successivi, per l’amministrazione. Si è dovuta concentrare in particolare sull’attività burocratica, con dipendenti che vi si sono dedicati a tempo pieno. Di recente è stata completato il risanamento dell’ex casa del fascio e presto si interverrà sull’incrocio, fra la statale 62 e via della Chiesa. Toccanti, infine, le parole di Edmondo Spaggiari che presiede il Comitato. «Mi sono venuti i brividi sentendo parlare l’ingegner Vergnani – dice – e ho sentito riaffiorare la rabbia di quei terribili giorni. Confidiamo nella giustizia anche se ha tempi lunghi. E se sarà necessario, racconteremo in aula quello che purtroppo abbiamo vissuto sulla nostra pelle». —
T.S.-A.V.
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