Parte la raccolta fondi per finanziare due studi sulla cura dei linfomi
REGGIO EMILIA. È partita la nuova campagna straordinaria di raccolta fondi del Grade “Ricerca o non ricerca?”, una domanda che vuole sollecitare l’adesione all’iniziativa proponendo la donazione di 40.000 petali di girasole (1 petalo a partire da una donazione di 30 euro). «Negli ultimi anni – spiega il dottor Francesco Merli, presidente della Fondazione Grade Onlus, il reparto di Ematologia dell’Ospedale Santa Maria Nuova ha condotto un importante percorso sulla ricerca. Un cammino che è stato sempre accompagnato e sostenuto da Grade che, attraverso la partecipazione attiva dei reggiani, è sempre stato al nostro fianco. Oggi l’Ematologia di Reggio si pone come capofila di due nuovi studi nazionali cui parteciperanno decine di centri aderenti alla Fondazione Italiana Linfomi (Fil); se gli studi confermeranno i risultati attesi, saranno introdotti protocolli terapeutici innovativi». È questa una nuova occasione per mettere in moto quella che si è dimostrata una grande “community del dono” cresciuta attorno ai progetti del Grade e molto attenta alla ricerca medica. I risultati raggiunti in questo campo negli anni sono molto significativi e la campagna “Ricerca o non ricerca?” rappresenta un nuovo tassello: obiettivo sarà raggiungere 1,2 milioni di euro, in 5 anni, per finanziare due progetti di ricerca sui linfomi, patologie che in Italia colpiscono ogni anno 15.000 nuovi pazienti (più di 40 nuovi casi al giorno). «Attraverso la ricerca – aggiunge il dottor Merli – negli ultimi 20 anni la percentuale di guariti da linfoma è costantemente cresciuta. Lo studio di nuove opportunità terapeutiche pone obiettivi sia in ordine alla guarigione che alla migliore la qualità della vita».
I due progetti che Grade sosterrà con la campagna “Ricerca o non ricerca?” saranno coordinati rispettivamente dal professor Stefano Luminari, responsabile della Struttura semplice di ricerca oncoematologica attivo nella Struttura complessa di Ematologia del Santa Maria, e dallo stesso dottor Merli, che dell’Ematologia è direttore. Il primo, “Foll19”, valuterà se sia possibile ridurre la somministrazione di chemioterapia nei pazienti con linfoma follicolare che mostrano una risposta rapida ai trattamenti. Sarà condotto su 650 pazienti trattati in 50 centri italiani di Ematologia. Il secondo, “Previd”, si propone di migliorare l’efficacia del trattamento immuno-chemioterapico nei pazienti anziani con linfoma a grandi cellule B con l'integrazione di vitamina D. Lo studio verrà condotto su 500 pazienti. —
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