Dal divorzio con il Campovolo fino alle ispezioni dell’Urbanistica
REGGIO EMILIA. Nel 2002 l’AeroClub Volovelistico Tricolore, dopo incomprensioni con la Società Aeroporto, si trasferisce dal Campovolo a Castellazzo, dove nel 2004 affitta un terreno agricolo di circa 3 ettari. Nel 2004 dopo un contratto di affitto, i dirigenti dell’AeroClub chiedono al Comune di realizzare il primo hangar per ospitare i due velivoli a disposizione dei soci. Un dirigente del settore urbanistica, sostiene l’AeroClub, prospettò la possibilità di costruire un hangar precario sulla base di una concessione di 5 anni. Nel 2007 viene aperta la scuola di Volo a Vela e il club si federa all’Aeroclub d’Italia. Nel 2008 vennero rilasciati i primi cinque brevetti. Nel 2009, allo scadere della concessione, viene chiesto il rinnovo e un ampliamento con un doppio container per uso aula didattica, ufficio e servizi igienici, che viene concesso.
Nel 2014 nuova domanda di rinnovo della concessione e ulteriore ampliamento per due nuovi hangar. Dopo una richiesta di integrazione di documentazione, a distanza di qualche mese il Comune fa sapere che la pratica non poteva essere accettata: era in fase di definizione il Psc (Piano Strutturale Comunale) e nel nuovo Rue (Regolamento Urbanistico Edilizio) non erano previste costruzioni in precario. Nel 2016 nuova convocazione del Comune per risolvere la situazione: viene prospettata all’AeroClub la possibilità di presentare richiesta di variazione urbanistica per trasformare, con l’assenso del proprietario, il terreno da agricolo a zona di interesse ludico sportivo. L’iter dura due anni e mezzo e si conclude con l’approvazione consiglio comunale del nuovo Psc. Nel giugno 2019 l’AeroClub stipula l’atto notarile per la creazione del diritto di superficie, poi consegnato al Settore Urbanistica del Comune, ricevendo l’assicurazione – sostiene l’Aero Club – che la situazione era definita. Pochi mesi dopo l’ufficio Tributi del Comune comunica al proprietario del terreno che deve versare 7 anni di Imu. L’AeroClub fa presente che come società sportiva senza fini di lucro iscritta al Coni gode di esenzione. Nel dicembre 2019 i dirigenti del club hanno un incontro con l’assessore ai Tributi: viene loro consigliato di trasformare il contratto di affitto in diritto di superficie per godere in futuro dell’esenzione, fermo restando il pagamento del pregresso sul quale si pronuncerà la Commissione Tributaria. Infine nell’ottobre 2020 con un’ispezione dell’ufficio controlli del Settore Urbanistica viene comunicato che l’AreoClub non ha autorizzazioni per la realizzazione degli hangar (nel frattempo diventati 5) e che si è configurato un abuso edilizio, con relativa ordinanza di sgombero e ripristino. —
R.F.
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