Il via libera alle distese non convince
L’assessore Sidoli: «C’è il problema dei garage e dei parcheggi al servizio dei residenti. I due diritti vanno soppesati»
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Chiudere o restringere alcune strade, spostare la sosta, utilizzare i parcheggi e le aree pubbliche, ma solo nei week end. Sono alcune delle ipotesi su cui sta lavorando il Comune per dare la possibilità ai ristoranti, in particolare nell’esagono cittadino, di disporre delle distese. «Ma nessuno sarà chiuso in casa», precisa subito l’assessore al Centro storico e al Commercio Mariafrancesca Sidoli nello spiegare come si sta muovendo il Comune su questo provvedimento che ha preso in po’ tutti in contropiede e non ha spento la paura dei ristoratori di ripiombare in zona rossa o arancione. Va sottolineato che l’anno scorso a Reggio Emilia le distese erano 274 e le 200 richieste arrivate dai locali del centro sono state tutte autorizzate.
Assessore, cosa cambia con questa misura che apre alle distese?
«La proposta va a sollevare una minima parte dei problemi dei nostri ristoratori e va ad aumentare la pressione su una categoria che viene “divisa”: mi risulta che saranno loro per primi ad andare dal presidente Bonaccini a sollevare dubbi e perplessità. C’è ci si troverà penalizzato e chi si troverà a dover rispondere a una forte domanda a mangiare all’esterno. Loro stessi sono molto preoccupati di poter reggere».
Come vi organizzerete?
«Abbiamo già avviato uno studio mirato sul centro rispetto ad alcune giornate e ad alcune fasce orarie nel rispetto delle altre funzioni che si svolgono nel corso della settimana e l’ipotesi è di concentrare le misure nel week end e nella fascia serale. Da questo punto di vista abbiamo già iniziato le ricognizioni con la polizia Municipale per lo studio di alcune variazioni del traffico per rispettare il diritto dei residenti ad accedere alle proprie abitazioni e quindi con una forte attenzione a passi carrai e a una attenta valutazione al problema della sosta dei residenti».
I tempi di decisione?
«In una settimana scioglieremo alcuni nodi e, consapevoli che non riusciremo a rispondere a tutte le richieste, stiamo già pensando ad alternative e a controproposte che poi discuteremo con le associazioni di categoria che ci hanno già fatto le loro richieste. Noi stiamo facendo una valutazione più complessiva, pensiamo alla zona via del Guazzatorio, via San Carlo e Via Toschi. Molte zone del centro storico sono già pedonalizzate, ma c’è il problema dei garage e dei parcheggi al servizio dei residenti. I due diritti vanno contemperati e non sappiamo se l’asporto sarà consentito».
Cosa cambia?
«È fondamentale capire se l’asporto è consentito vicino al locale ed è vietato sul suolo pubblico anche dopo le 18 per supportare chi non potrà avere la distesa. Un conto è occupare una piazza, un altro una strada. C’è un problema di equità per cui l’utilizzo del suolo pubblico andrà visto di pari passo alla necessità di pensare a coloro che non ne possono disporre, con gli spazi pubblici che possono rappresentare una risorsa».
C’è il rischio di una guerra tra ristoratori e residenti?
«Sì e per questo è una operazione che stiamo affrontando con la Municipale che contatterà i residenti. Le ipotesi sono due: spostiamo e modifichiamo senza inibire accessi e soste o attuiamo altre azioni con il parere dei residenti. Poi faremo un nuovo incontro con le categorie. Abbiamo studiato il piano per i dehors e abbiamo anche pensato che i Mercoledì Rosa vanno ripensati». —
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