In caserma le stanze per donne maltrattate Oltre 2mila le richieste di aiuto in un anno
Gli ambienti, pensati per far sentire a proprio agio le abusate, realizzati grazie alla collaborazione fra Arma e Soroptimist
Leonardo Grilli
reggio emilia. Una media di sei telefonate al giorno, tutti i giorni per un anno intero, per denunciare o segnalare all’Arma dei carabinieri liti e violenze domestiche. Maltrattamenti che, nella quasi totalità dei casi, hanno come bersagli le donne. Insultate, picchiate, denigrate, violentate, spesso dal compagno o dal marito all’interno delle mura di casa propria. Abusi che talvolta vanno avanti da anni, episodi difficili da raccontare e denunciare dentro un ufficio di polizia: subentra la vergogna, la paura, i ripensamenti.
Così, per far sentire le donne il più possibile a loro agio durante momenti così complicati, il comando provinciale dei carabinieri e Soroptimist Reggio Emilia hanno creato, attraverso un’importante collaborazione, due “stanza tutte per te” dove raccogliere le testimonianze delle vittime di violenza.
le stanze
Si tratta di due uffici allestiti nella caserma di corso Cairoli, in città, e in quella sede della compagnia di Guastalla. Ha inaugurarle, ieri mattina, il comandante provinciale dell’Arma reggiana, il colonnello Cristiano Desideri, e la presidente di Soroptimist Reggio, Chiara Davoli.
Tutto negli ambienti «sono stati progettati per essere il più accoglienti possibile – ha spiegato il colonnello –. Una zona di confort in cui l’operatore di polizia si possa interfacciare in maniera più calda e naturale, permettendo così alla vittima di violenze di aprirsi e fidarsi con più facilità». I colori delle stanze sono prevalentemente bianchi, le luci calde e soffuse, sulle mensole e sulle scrivanie si trovano piante e caramelle.
Senza dimenticare un aspetto importante: spesso le donne abusate sono anche madri e portano con loro, in caserma, anche i figli piccoli. «Ci sono dei colori e dei tavolini per i bambini – prosegue Davoli – spesso anche loro vittime passive dei violenti. In questo caso è fondamentale anche la preparazione dei carabinieri e delle donne dell’Arma, che possono prendersi cura dei figli mentre la madre racconta quello che ha subìto».
i numeri
Le “stanze tutte per te” saranno già da oggi un altro importante supporto per contrastare un fenomeno purtroppo mai in diminuzione.
E per capirlo basta guardare ai dati 2020 raccolti dai carabinieri reggiani. Al 112 sono arrivate oltre 160mila richieste telefoniche, circa 450 al giorno. Fra queste 2.122 (circa sei al giorno) per liti tra le mura domestiche, in strada e tra vicini.
«Il lockdown ha enfatizzato molte criticità ascrivibili alla violenza più subdola – conferma Desideri – quella che nasce e cresce nelle mura domestiche. La più difficile da intercettare, anche se fortunatamente la sensibilità dei cittadini sta cambiando e sono aumentate le chiamate che ci avvisano di liti o urla nelle case dei vicini». Complessivamente nel 2020 sono state 94 le persone arrestate per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia, 255 quelle denunciate per lesioni personali, 54 per percosse e 234 per minacce. Numeri elevati anche nei primi tre mesi del 2021: 20 i criminali arrestati e denunciate per atti persecutori e maltrattamenti, 54 le denunce per lesioni personali, 13 per percosse e 58 per minacce. —
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