«Noi rispettiamo le regole Ora siamo sommersi di odio»
rubiera. «È andata così, diamone atto. In un momento in cui nessuno si assume le colpe, in cui il governo non si assume le colpe, io me le assumo. Non ho problemi a dirlo: non doveva accadere».
Il giorno dopo il grande clamore che il filmato della cena con pernottamento nell’albergo ristorante “Arnaldo” ha scatenato sui social, e non solo, il ristoratore Roberto Bottero commenta così l’accaduto.
«Il problema è che dopo che cerchi di rispettare tutti i protocolli, di igienizzare, per dieci minuti di una serata andati così, per un video, viene rovinato tutto il lavoro svolto», si sfoga.
Come funziona? In che modo riuscite a lavorare?
«Per noi valgono le regole degli alberghi. Durante la settimana lavoriamo con la gente di business, ferrovieri, industriali, commerciali, anche con chi viene dall’estero. Nel week end c’è invece gente anche della zona che viene a pernottare e a mangiare. Anche per uscire dalle proprie realtà. Non entro nel merito per questioni di privacy; noi cerchiamo solo di essere disponibili e accoglienti. Tutto questo ci ha salvato da un periodo di crisi, di anticipare la cassa integrazione ai dipendenti, di pagare i fornitori, le tasse e tutte le rate. Non andiamo in pari, sia chiaro, ma almeno è una discesa con il freno a mano tirato».
Sabato come è andata?
«Quei ragazzi sono venuti a cena e hanno prenotato le camere. Erano una decina, li abbiamo divisi a tavola in 4, 4 e 3. A fine serata, al dolce, si sono alzati e hanno messo musica. L’hanno messa loro, noi non abbiamo predisposto nulla. È stato un flash. Prima era una serata tranquilla a tavola. Dal video, si vede la faccia della cameriera che non era compiacente di quello che stava capitando: subito dopo ha chiesto di spegnere e li abbiamo fatti smettere. Ma evidentemente c’è chi ci vuole male».
Cosa intende?
«Chi ha diffuso con un profilo fake il filmato. Qualcuno si vede che pensa che facciamo ricchezza. Non ha capito nulla. Non è stata una festa, non è stata organizzata e battezzata come una festa, ma una semplice cena».
È stato sentito dai carabinieri?
«Sì, sono stato in caserma. Ho fatto la mia deposizione. Spero in una sanzione, non in una chiusura di 5 giorni. Sarebbe una beffa. E spero che passi per tutti questo momento. Si sta creando un clima di odio che non aiuta. Basta vedere i commenti di odio. Ci è arrivato una mail che ci augura di chiudere sei mesi...». —
El.Pe.
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