Reggio Emilia, in consiglio comunale ancora l’area di via Francia: «I diritti edificatori scadono nel 2027»
Interpellanza di De Lucia (gruppo misto) e Montanari (Pd): «La diocesi non li ha ritirati, noi siamo contro il progetto»
REGGIO EMILIA «La Diocesi non ha ritirato i propri diritti dal piano urbanistico. Finchè io e la consigliera Fabiana Montanari saremo consiglieri comunali, ovvero fino al 2024, terremo monitorata la situazione per evitare la costruzione di 87 appartamenti, un centro direzionale commerciale e parcheggi proprio di fronte al centro commerciale Conad Le Querce che svolge le stesse funzioni». Lo afferma il consigliere comunale Dario De Lucia, ex Pd ora nel gruppo misto, in relazione a un’interpellanza discussa ieri in consiglio sull’area della Canalina tra le vie Francia, Inghilterra e F.lli Rosselli.
Si tratta dell’area denominata “Ta-7”, divisa fra una dozzina di proprietari, con il 70 per cento di proprietà della società Acquario, facente capo a Claudio Campani e alla famiglia Ghiaroni di Modena, e della Diocesi.
Un progetto rimasto per ora sulla carta, sul quale non erano mancato nei mesi scorsi accese polemiche, che prevede la costruzione di 87 appartamenti, un supermercato, uffici e parcheggi su una superficie totale di 49.400 metri: in totale sei palazzine, per un lotto di 3.300 metri quadrati a destinazione commerciale e terziario e 4mila metri quadrati di parcheggi.
Il 6 dicembre scorso, attraverso una nota, l’economo della Diocesi, Gian Pietro Menozzi, aveva escluso intenti speculativi, sottolineando però che «eventuali rinunce e fuoriuscite dagli accordi sottoscritti riverbererebbero effetti negativi e danni economici definitivi a tutti i comproprietari che nell’area hanno investito i risparmi di una vita».
Nei mesi successivi tre sacerdoti (ovvero don Daniele Simonazzi, don Emanuele Benatti e don Eugenio Morlini), sette diaconi, 24 soci del Gruppo Laico Missionario, associazioni come Pax Christi, cooperative sociali come L’Ovile, l’ex preside Vittorio Cenini, fino a pochi anni fa direttore dell’Ufficio scuola della Diocesin sono stati tra i firmatari dell’appello al vescovo Massimo Camisasca perché ritiri il piano urbanistico dell’area, di fronte al Conad Le Querce. Il 5 successi febbraio a seguito di una richiesta di chiarimenti di varie associazioni ecologiste e cittadini, lo stesso Camisasca aveva replicato: «Non esiste nessun progetto di costruzione, nessuna domanda di costruire, nessun tecnico incaricato della progettazione perché non è mai stata mia intenzione costruire alcunché».
Ieri, infine, la discussione dell’interpellanza in Consiglio comunale, presentata dallo stesso De Lucia e dalla consigliera Pd, Fabiana Montanari.
«Dalla risposta dell'assessore Pratissoli si capisce che non sono stati presentati permessi di costruire ad oggi, l'area di proprietà della Diocesi ha però diritti edificatori fino al 2027– dicono i due consiglieri – Noi stiamo con le associazioni cattoliche e laiche che chiedono di evitare questo inutile consumo di suolo».
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