Trattativa Stato-Mafia La sentenza Cavallini fra gli atti del processo
REGGIO EMILIA. Teresa Principato, ex procuratore aggiunto a Palermo, ora alla Dna, verrà sentita al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in corso davanti alla corte d'assise d'appello di Palermo. Lo hanno deciso i giudici, accogliendo la richiesta dell'avvocato Basilio Milio, legale di uno degli imputati, il generale dei carabinieri Mario Mori, che per la presunta trattativa parallella Stato Mafia sulle opere d’arte con la Primula Nera reggiana ed ex Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini, è anche nella lista dei teste citati nel processo mandanti della strage del 2 agosto 1980, dove è imputato lo stesso Bellini.
L'esame di Principato è stato sollecitato dopo l'acquisizione agli atti della sentenza di condanna di Giovanni Napoli, uno dei fedelissimi del boss Bernardo Provenzano finito al centro di un complesso giallo sul sequestro dei suoi cellulari e dei pc. È emerso che sui dispositivi fu svolta una perizia da un consulente nominato dalla Procura, ma della relazione non c'è traccia. Principato firmò la nota con cui venne disposta la restituzione dei cellulari.
La corte d'assise d'appello di Palermo inoltre ha ammesso agli atti del processo anche la sentenza sulla strage di Bologna che ha condannato l'ex Nar Gilberto Cavallini e in cui i giudici disposero la trasmissione degli atti in procura per valutare se Mori avesse deposto il falso. A Palermo il processo è stato rinviato al 3 maggio, mentre la requisitoria dovrebbe cominciare il 17 maggio.
Per quanto riguarda invece il processo mandanti della strage del 2 agosto, in corso a Bologna, la prossima udienza è fissata per lunedì prossimo, 26 aprile. Fra i testimoni, anche lo stesso Cavallini, condannato in primo grado a gennaio dello scorso all’ergastolo. Nelle motivazioni della sentenza Cavallini, depositate a gennaio scorso, ci sono numerosi passaggi su Bellini e la trattativa sulle opere d’arte. E il presidente della Corte parla diffusamente dei legami fra terrorismo e traffico di opere d’arte in relazione a dichiarazioni rese da Bellini nel marzo 2018 sul recupero di quadri rubati nel 1992 alla Pinacoteca di Modena, fra i quali il “Francesco I” di Velasquez – ricordando che la Primula Nera «ha dichiarato che negli anni Ottanta si è dedicato a furti e traffici di opere d’arte, fatto confermato anche da altre testimonianze». —
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