Gazzetta di Reggio

Reggio

la situazione alla pulce  

Carcere, quarantena infinita Da metà marzo 212 positivi

M.R.
Carcere, quarantena infinita Da metà marzo 212 positivi

Ieri il via libera di Figliuolo alla vaccinazione dei detenuti partendo dai più anziani e fragili ma nell’istituto reggiano deve prima esaurirsi il focolaio

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Il carcere di Reggio ha superato indenne la prima e la seconda ondata Covid, ma non ha potuto opporsi alle varianti inglese e brasiliana. I primi casi di positività si sono registrati a inizio marzo, poi da metà mese la crescita è stata esponenziale, coinvolgendo a poco a poco tutte e sei le sezioni dell’istituto penitenziario che si trovano tuttora in quarantena.

I dati aggiornati a ieri sera, quando si è riunita la commissione consiliare speciale Coronavirus, parlano di 212 positici: 173 casi tra i detenuti (di cui 75 guariti e nove ricoverati in ospedale, di cui uno in rianimazione) e 39 tra il personale (di cui 23 guariti). Come spiegato dalla direttrice generale dell’Ausl Cristina Marchesi e dalla direttrice del dipartimento di Sanità pubblica Emanuela Bedeschi, gli agenti sono sottoposti a tamponi molecolari ogni sette giorni, mentre i detenuti ogni dieci o 14 giorni. Se durante questi controlli vengono trovati dei nuovi positivi, la quarantena continua.

È questa condizione, che si sta ripetendo nella quasi totalità delle sezioni, a impedire che si possa procedere con la vaccinazione dei detenuti a cui, proprio ieri pomeriggio, ha aperto il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo: «Quella che era la nostra volontà – ha spiegato Marchesi – ora è diventata una possibilità: i detenuti potranno infatti essere vaccinati parallelamente al personale penitenziario e rispettando i criteri di anzianità e fragilità con cui finora abbiamo individuato le categorie prioritarie».

Una notizia accolta festosamente da tutti i soggetti che hanno partecipato alla commissione: l’assessore al welfare Daniele Marchi, i sindacati della polizia penitenziaria, i consiglieri comunali, il consigliere regionale e presidente della commissione parità e diritti Federico Amico e il Garante regionale delle persone private della libertà personale Marcello Marighelli, che nel suo intervento aveva auspicato la possibilità di vaccinare i detenuti parallelamente alla popolazione libera, in base alle categorie prioritarie.

Restano tuttavia criticità strutturali che fanno del carcere di Reggio un “sorvegliato speciale” in tutto il Paese. A fronte di una capienza di 297 detenuti, infatti, l’istituto è arrivato a ospitarne 435 nel 2019. Nel 2020 il numero è sceso a 367, per poi salire a 375 all’inizio del 2021. E il quadro si complica considerando che esistono una sezione per la salute mentale (che dovrebbe ospitare 20 detenuti e ne ha 40), una femminile e una per transessuali. Una situazione che, al di là del Covid, richiede attenzione e soprattutto azioni concrete. Obiettivi di una futura commissione. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google