Centinaia di alberi e rami sulle rive del Secchia Pericoli in caso di piene
Castellarano, sono ammassate nel tratto fra la stretta del Pescale e la traversa. Non è possibile pulire le sponde perché servono apposite autorizzazioni
CASTELLARANO. Centinaia di tronchi di alberi e tantissimi rami spezzati giacciono sulle sponde del fiume Secchia nel tratto fra la stretta del Pescale e la traversa di Castellarano. Un tratto del fiume particolarmente ampio dove la sponda reggiana e modenese sembrano allontanarsi e il letto del fiume si allarga, dopo il restringimento causato dalle colline del passo della Capriana. È uno spettacolo desolante causato dalle ultime piene del fiume: sembra quasi un campo di battaglia dove le piante che sono state sradicate a monte giacciono sulla sponda e sulle anse del Secchia.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.40176678:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.40176678:1649775807/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Una volta le piene del Secchia che portavano a valle le piante erano considerate una manna dal cielo perché le persone potevano andavano a raccoglierle e utilizzarle come legna da ardere o da lavoro. Oggi invece le leggi ne vietano la raccolta, e se qualcuno pensasse di fare la pulizia dell’alveo dovrebbe aprire una pratica burocratica fatta di permessi fra i vari enti che gestiscono il fiume.
Resta però il fatto che le piante abbattute sulla sponda reggiana sono tante e rappresentano una sorta di bomba ad orologeria, perché nel caso di una nuova e potente piena del Secchia tutti quei tronchi scenderebbero ulteriormente a valle causando danni alle infrastrutture sull’asta del fiume, e potrebbero aumentare i rischi di eventuali allagamenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
